Dal Fronte · 2026-10-02

Vajont, 63 anni dalla tragedia: memoria e sicurezza

di La redazione

Il 9 ottobre ricorreranno 63 anni dal disastro del Vajont, una delle più gravi tragedie della storia italiana del dopoguerra. La sera del 9 ottobre 1963 una gigantesca frana si staccò dal monte Toc e precipitò nel bacino artificiale: l’acqua, spinta violentemente fuori dall’invaso, investì gli abitati circostanti e si abbatté sulla valle del Piave. Longarone fu devastata. Le vittime furono quasi duemila.

Il dato centrale, spesso oscurato nella memoria comune, è che la diga non crollò. La struttura resistette all’impatto, mentre l’onda la scavalcò. Il disastro dimostrò nel modo più drammatico che la solidità di un manufatto non basta a garantire la sicurezza dell’intero sistema in cui viene inserito.

Il Vajont non può essere ridotto a una fatalità naturale. L’instabilità del versante e i movimenti della montagna erano stati oggetto di osservazioni e studi prima della catastrofe. La vicenda richiama responsabilità tecniche e decisionali, oltre al dovere di valutare i segnali di pericolo senza subordinare la tutela delle popolazioni alle esigenze di esercizio di un impianto.

La ricorrenza riguarda dunque anche l’Italia di oggi. Dighe, strade, ferrovie e centri abitati dipendono dalla conoscenza dei terreni, dalla manutenzione e da controlli capaci di tradursi in decisioni tempestive. Il monitoraggio è uno strumento, non una garanzia automatica: servono competenze, responsabilità definite e procedure di protezione civile comprensibili a chi vive nelle aree esposte.

Longarone, Erto e Casso custodiscono una memoria nazionale che appartiene alle famiglie colpite e all’intero Paese. Il cimitero monumentale delle vittime a Fortogna dà a quella tragedia una dimensione concreta, lontana dalle formule astratte.

Ricordare il Vajont significa rispettare i morti senza separare il lutto dalla lezione. Un’Italia capace di costruire deve essere altrettanto capace di verificare, correggere e, quando necessario, fermarsi. La qualità delle infrastrutture si misura anche dalla sicurezza delle comunità che le circondano.

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