Dal Fronte · 2026-10-03
Cameri, la stampa 3D dei metalli per i motori aeronautici
di La redazione
CAMERI — La stampa 3D non produce soltanto prototipi di plastica. Nel Novarese, lo stabilimento Avio Aero di Cameri rappresenta un’applicazione industriale italiana della manifattura additiva metallica destinata all’aeronautica. Qui la costruzione di componenti parte da polveri e modelli digitali, anziché dalla sola lavorazione di un blocco di metallo. È un esempio concreto di innovazione già entrata nella filiera dei motori.
Fra le tecnologie impiegate c’è la fusione a fascio di elettroni, conosciuta con la sigla EBM. All’interno di una camera sotto vuoto, il fascio fonde selettivamente un letto di polvere metallica. Il procedimento si ripete, strato dopo strato, fino a ottenere la geometria prevista. Il modello digitale guida la macchina, ma il risultato dipende anche dalla qualità della polvere e dal controllo dei parametri di produzione.
Un materiale significativo è l’alluminuro di titanio, utilizzato per realizzare pale di turbina leggere e resistenti alle alte temperature. Le sue caratteristiche lo rendono interessante per i motori aeronautici, ma anche impegnativo da lavorare con procedimenti tradizionali. La produzione additiva offre una strada industriale per ottenere questi componenti, senza eliminare le successive operazioni di finitura e verifica.
Il vantaggio non consiste nel poter stampare qualsiasi oggetto a comando. La tecnologia consente, quando il progetto lo giustifica, forme complesse e un impiego del materiale più mirato rispetto alle lavorazioni che asportano grandi quantità di metallo. Convenienza, consumi e tempi vanno però valutati sull’intero ciclo produttivo: non ogni pezzo diventa automaticamente più economico o più sostenibile.
In aeronautica, soprattutto, la forma corretta non basta. Servono proprietà del materiale ripetibili, tracciabilità, controlli e processi qualificati. La macchina è soltanto una parte del sistema: contano metallurgisti, progettisti, tecnici e personale specializzato nelle verifiche.
La lezione di Cameri riguarda dunque la competitività nazionale. Difendere una manifattura avanzata significa mantenere in Italia la capacità di progettare, produrre e controllare componenti difficili, non limitarsi ad acquistare apparecchiature. È su questa integrazione fra ricerca e officina che l’innovazione diventa capacità industriale.