Dal Fronte · 2026-10-03

Passkey: come funziona l’accesso senza password

di La redazione

Entrare in un servizio digitale senza digitare una password non significa rinunciare alla sicurezza. È il principio delle passkey, credenziali basate sulla crittografia a chiave pubblica e sugli standard FIDO. Già supportate dai principali ecosistemi digitali, rappresentano un cambiamento concreto per cittadini e imprese: ridurre la dipendenza dai segreti che gli utenti devono ricordare e che i truffatori cercano di farsi consegnare.

Il funzionamento distingue due elementi. Il servizio conserva una chiave pubblica; la chiave privata resta sotto il controllo dell’autenticatore e non viene trasmessa al sito durante l’accesso. Per autorizzare l’operazione, l’utente può sbloccare il dispositivo con impronta digitale, riconoscimento del volto oppure PIN. Il dato biometrico, quando utilizzato, non viene comunicato al servizio: serve alla verifica locale.

Il vantaggio più importante riguarda il phishing. Una passkey è vincolata al servizio per cui è stata creata: una pagina contraffatta, ospitata su un dominio diverso, non può usarla come farebbe con una password digitata dalla vittima. Anche la sottrazione delle chiavi pubbliche dal server non fornisce, da sola, il segreto necessario per autenticarsi.

Non tutte le implementazioni sono uguali. Alcune passkey vengono sincronizzate tra dispositivi attraverso un gestore di credenziali; altre restano legate a uno specifico dispositivo, comprese determinate chiavi di sicurezza fisiche. Questa distinzione conta soprattutto nelle aziende, dove occorre stabilire chi può accedere, da quali strumenti e come revocare un’autorizzazione.

La tecnologia non elimina ogni rischio. Un dispositivo compromesso, una sessione già sottratta o una procedura di recupero debole possono comunque esporre l’account. Prima di affidarsi esclusivamente alle passkey bisogna verificare le opzioni di recupero offerte dal servizio e proteggere anche l’eventuale account che ne gestisce la sincronizzazione.

Per il tessuto produttivo italiano, la questione è pratica: meno credenziali riutilizzabili da rubare, ma anche procedure ordinate per dipendenti, fornitori e amministratori. L’innovazione utile non consiste nel cambiare soltanto la schermata di accesso. Consiste nel rendere più difficile l’intrusione senza complicare inutilmente il lavoro.

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