Dal Fronte · 2026-09-28

Vajont, il 9 ottobre 2026 i 63 anni dal disastro

di La redazione

Il prossimo 9 ottobre ricorreranno 63 anni dal disastro del Vajont, una delle ferite più profonde della storia italiana del Novecento. La data coincide con la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo, istituita dalla legge 14 giugno 2011, numero 101. Non soltanto una commemorazione: un richiamo preciso alla responsabilità di chi progetta, autorizza e controlla le opere dalle quali dipende la sicurezza dei cittadini.

La sera del 9 ottobre 1963 un’enorme frana precipitò dal monte Toc nel bacino artificiale del Vajont, al confine tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto. L’acqua sollevata dall’impatto superò la diga e investì la valle del Piave, devastando Longarone e altri abitati. Morirono quasi duemila persone. La struttura della diga resistette: è un elemento essenziale per comprendere che la sicurezza di un’opera non si esaurisce nella tenuta del manufatto, ma riguarda l’intero ambiente nel quale viene inserita.

La vicenda non può essere ridotta alla fatalità di un fenomeno naturale. La conoscenza del versante, i segnali di instabilità e le decisioni sulla gestione del bacino sono al centro della ricostruzione storica e giudiziaria. Ricordarli significa riconoscere il valore delle competenze e la necessità che gli allarmi tecnici siano valutati con rigore, senza subordinare la tutela delle persone ad altre convenienze.

Per l’Italia di oggi, la lezione resta concreta. Infrastrutture, insediamenti e attività produttive devono essere accompagnati da conoscenza geologica, monitoraggio, manutenzione e pianificazione dell’emergenza. Sono funzioni diverse, che richiedono responsabilità riconoscibili e continuità amministrativa: nessuna tecnologia, da sola, sostituisce una decisione tempestiva.

La ricorrenza offre anche alle scuole l’occasione di collegare storia nazionale, educazione civica e cultura scientifica. Visitare i luoghi della memoria e studiare documenti attendibili aiuta a restituire nomi, famiglie e comunità a una tragedia spesso riassunta soltanto nei numeri. Onorare le vittime significa conservare quella memoria e tradurla in serietà pubblica. Proteggere il territorio è proteggere la nazione.

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