Dal Fronte · 2026-09-27

Tremore essenziale, benefici e rischi degli ultrasuoni focalizzati

di La redazione

Portare un bicchiere alla bocca, firmare un documento, usare una posata: il tremore essenziale può trasformare gesti ordinari in ostacoli quotidiani. Per alcuni pazienti che non ottengono un controllo sufficiente con i farmaci esiste un’opzione concreta: gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, guidati dalla risonanza magnetica, indicati con la sigla MRgFUS. Non una promessa da laboratorio, ma una procedura clinica disponibile anche in centri italiani.

La tecnica concentra energia su un piccolo bersaglio del talamo, struttura coinvolta nei circuiti che generano il tremore. Il riscaldamento controllato crea una lesione terapeutica senza incisioni craniche e senza impiantare elettrodi. La risonanza permette di localizzare il bersaglio e monitorare la temperatura; il paziente resta sveglio, così l’équipe può verificare gli effetti durante la procedura.

Le prove non mancano. Uno studio randomizzato pubblicato nel 2016 sul New England Journal of Medicine ha documentato un miglioramento del tremore della mano trattata rispetto a una procedura simulata, in pazienti con tremore essenziale resistente ai farmaci. Nello stesso studio sono stati registrati disturbi della sensibilità e dell’andatura, in alcuni casi persistenti. È il punto che una comunicazione seria non deve nascondere: senza bisturi non equivale a senza rischi.

La selezione è decisiva. Occorre distinguere il tremore essenziale da altre condizioni neurologiche, valutare le terapie già tentate e verificare l’idoneità alla risonanza. Anche le caratteristiche del cranio, studiate mediante tomografia computerizzata, influiscono sulla possibilità di trasmettere efficacemente gli ultrasuoni. Non tutti i candidati possono quindi essere trattati.

La lesione prodotta è permanente: non è un dispositivo che si possa spegnere o riprogrammare. Per questo il confronto con le alternative, compresa la stimolazione cerebrale profonda quando indicata, deve essere individuale e affidato a un’équipe specialistica.

Per la sanità italiana la misura del progresso non può essere soltanto l’acquisto della macchina. Contano competenze, selezione appropriata, consenso informato e controlli successivi. L’innovazione merita sostegno quando restituisce autonomia con benefici documentati, non quando viene venduta come soluzione universale.

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