Dal Fronte · 2026-09-28

Turismo, dopo il 27 settembre le priorità per l’Italia

di La redazione

La Giornata mondiale del turismo, ricorsa ieri 27 settembre, riguarda da vicino uno dei patrimoni strategici dell’Italia: la capacità di attrarre visitatori attraverso città d’arte, paesaggi, cucina e tradizioni. La ricorrenza è stata istituita nel 1979 dall’Organizzazione mondiale del turismo, oggi UN Tourism. La data ricorda l’adozione dello statuto dell’organizzazione, avvenuta il 27 settembre 1970.

Per l’Italia, il punto non è soltanto richiamare viaggiatori. È trasformare l’attrattività in attività economiche solide, occupazione qualificata e manutenzione del patrimonio. Un museo accessibile, un centro storico curato e un collegamento ferroviario affidabile sono componenti della stessa offerta: l’ospitalità comincia prima dell’ingresso in albergo.

Esiste anche una dimensione internazionale verificabile. La voce «viaggi» della bilancia dei pagamenti, rilevata dalla Banca d’Italia, registra le spese dei viaggiatori stranieri nel nostro Paese e quelle degli italiani all’estero. È uno degli strumenti con cui misurare il contributo economico del turismo, distinto dal semplice conteggio degli arrivi o dei pernottamenti.

Questa distinzione conta. Il numero dei visitatori, da solo, non descrive quanto valore rimanga nei territori, quali servizi siano necessari o come cambino le condizioni per chi vi abita. Una politica turistica seria deve leggere insieme questi aspetti, senza confondere ogni aumento dei flussi con un miglioramento automatico.

La priorità italiana dovrebbe essere rendere più competitivo ciò che non si può delocalizzare: identità dei luoghi, competenze dell’accoglienza, produzioni tipiche e patrimonio culturale. Promuovere destinazioni meno frequentate può essere utile, ma richiede trasporti, aperture affidabili e informazioni corrette. La pubblicità non sostituisce i servizi.

Altrettanto decisiva è la formazione. Lingue straniere, preparazione professionale e conoscenza del territorio rendono l’accoglienza un mestiere qualificato, non un’attività improvvisata. Difendere il turismo italiano significa mettere le imprese nelle condizioni di lavorare bene e custodire ciò che rende riconoscibile il Paese. Dopo la giornata celebrativa, è questa la misura concreta con cui giudicare le scelte pubbliche.

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