Dal Fronte · 2026-09-28
Tug Argan 1940: la vittoria italiana nel Somaliland
di La redazione
Tra le vittorie italiane della Seconda guerra mondiale, Tug Argan occupa un posto preciso: fu la battaglia che aprì la strada alla conquista della Somalia britannica nell’agosto 1940. Un successo reale, da ricostruire senza confonderlo con l’esito complessivo della campagna africana.
L’offensiva partì dall’Africa Orientale Italiana sotto il comando del generale Guglielmo Nasi. L’obiettivo era il Somaliland britannico, territorio distinto dalla Somalia allora amministrata dall’Italia. Per raggiungere il porto di Berbera, principale sbocco sul golfo di Aden, gli attaccanti dovevano superare le posizioni difensive di Tug Argan, lungo la direttrice proveniente da Hargeisa.
Dall’11 al 15 agosto, le forze italiane attaccarono un sistema di alture presidiate da reparti britannici, indiani e africani. Non fu una semplice avanzata contro un nemico assente: i difensori opposero una resistenza tenace, sfruttando il terreno e capisaldi che dominavano gli accessi. La pressione degli attaccanti, sostenuta dall’artiglieria e dall’aviazione, rese però progressivamente più difficile mantenere lo schieramento.
Alla vittoria contribuirono in modo importante le truppe coloniali dell’esercito italiano. Ricordarne il ruolo significa descrivere correttamente una forza composta non soltanto da militari metropolitani, ma anche da reparti africani inquadrati da ufficiali italiani. La superiorità numerica italiana fu un altro elemento essenziale del confronto.
Il comandante britannico Alfred Reade Godwin-Austen giudicò che proseguire la difesa avrebbe esposto le proprie forze al rischio di essere tagliate fuori. Seguì il ripiegamento verso Berbera, da dove gran parte del contingente venne evacuata via mare. Il 19 agosto gli italiani occuparono il porto, completando la conquista del territorio.
La misura della vittoria resta dunque chiara: cedimento della linea avversaria, ritirata britannica e raggiungimento dell’obiettivo territoriale. Altrettanto chiaro è il limite strategico. L’Africa Orientale Italiana rimaneva isolata dai collegamenti regolari con la madrepatria e nel 1941 la controffensiva britannica avrebbe rovesciato la situazione.
Tug Argan merita memoria proprio per ciò che fu: un successo operativo delle armi italiane, ottenuto contro una difesa combattiva. Riconoscere capacità dei comandanti e valore dei soldati non richiede di trasformare una vittoria locale in una svolta che non avvenne.