Dal Fronte · 2026-09-27
Trapianti e perfusione degli organi: benefici e limiti
di La redazione
Un organo destinato al trapianto non deve necessariamente restare immobile nel ghiaccio fino all’intervento. La perfusione meccanica permette di far circolare al suo interno una soluzione controllata, in alcuni sistemi ossigenata, prima dell’impianto. È una delle innovazioni che stanno cambiando la conservazione degli organi. Il punto, però, va fissato subito: non crea nuovi donatori e non rende utilizzabile qualsiasi organo.
La conservazione statica a freddo rallenta il metabolismo, ma non annulla il danno legato all’interruzione dell’afflusso di sangue. Le macchine di perfusione affrontano questo problema con protocolli diversi. Alcune lavorano a basse temperature; altre vicino alla temperatura corporea, sostenendo attività metaboliche che consentono anche di raccogliere informazioni sulla funzione dell’organo. Tecniche e risultati non sono automaticamente intercambiabili fra fegato, rene, cuore e polmone.
Le prove cliniche esistono. Uno studio randomizzato pubblicato nel 2021 sul New England Journal of Medicine ha valutato la perfusione ipotermica ossigenata di fegati provenienti da donazione dopo arresto circolatorio. Rispetto alla sola conservazione statica a freddo, ha documentato una minore frequenza di complicanze biliari non anastomotiche: lesioni delle vie biliari non limitate al punto della sutura chirurgica. È un beneficio preciso, in un contesto preciso, non la dimostrazione che ogni macchina migliori ogni trapianto.
Per l’Italia, che dispone di una rete nazionale coordinata dal Centro nazionale trapianti, la questione è clinica e organizzativa. Una piattaforma richiede materiali, manutenzione, operatori formati e coordinamento fra prelievo, trasporto e sala operatoria. La valutazione dell’idoneità resta affidata alle équipe: nessun dispositivo sostituisce il giudizio medico o azzera il rischio per il ricevente.
La linea deve essere netta: investire nelle tecnologie sostenute dalle prove, verificandone risultati e costi, senza scambiare l’acquisto di una macchina per il potenziamento dell’intero servizio. La capacità sanitaria nazionale si difende con competenze e continuità operativa. La perfusione può proteggere meglio una risorsa preziosa; per ridurre le attese restano indispensabili la disponibilità di organi donati e una rete capace di portarli in sicurezza al paziente.