Dal Fronte · 2026-09-30

Terremoto: cosa fare durante e dopo la scossa

di La redazione

ROMA — Durante un terremoto, precipitarsi verso l’uscita può aumentare il pericolo. Le scale possono essere danneggiate e, all’esterno degli edifici, tegole, vetri e intonaci possono cadere anche dopo la scossa. Le indicazioni del Dipartimento della Protezione Civile e della campagna Io non rischio distinguono due momenti: proteggersi mentre la terra trema e allontanarsi con prudenza quando il movimento è terminato.

Se si è al chiuso, bisogna cercare riparo sotto una trave, vicino a un muro portante oppure sotto un tavolo robusto. È importante restare lontani da finestre, specchi, armadi e oggetti che possono cadere. Non si deve correre sulle scale né utilizzare l’ascensore. Individuare in anticipo i punti più sicuri dell’abitazione evita di doverli cercare nel momento di maggiore paura.

All’aperto occorre allontanarsi dagli edifici, dalle linee elettriche e dagli alberi, facendo attenzione anche a ponti, frane e altri pericoli presenti nell’ambiente circostante. Essere fuori non significa essere automaticamente al sicuro: anche una strada stretta tra fabbricati può esporre alla caduta di materiali.

Terminata la scossa, è necessario verificare le condizioni delle persone vicine senza spostare feriti gravi, salvo un pericolo immediato. Prima di uscire bisogna indossare le scarpe, per proteggersi da vetri e detriti. L’area di attesa prevista dal piano comunale di protezione civile è il riferimento da conoscere: non va confusa con un punto di raccolta scelto informalmente. Strade e accessi devono restare liberi per i soccorsi; automobile e telefono vanno usati soltanto quando necessario.

La preparazione parte dagli ambienti domestici: fissare alle pareti scaffali e mobili pesanti, evitare oggetti sopra i letti, sapere dove si chiudono gas, acqua ed elettricità. Per conoscere la sicurezza strutturale dell’edificio serve invece una valutazione tecnica: l’apparenza non basta.

Non è possibile prevedere con precisione luogo, momento e intensità della prossima scossa. È possibile, però, ridurre la vulnerabilità degli edifici e preparare famiglie, scuole e luoghi di lavoro. Difendere il territorio nazionale significa anche trasformare queste conoscenze in abitudini concrete, prima dell’emergenza.

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