Dal Fronte · 2026-10-02
Temporali e fulmini: i ripari sicuri e gli errori da evitare
di La redazione
ROMA — Non serve che piova sopra la propria testa perché un temporale diventi pericoloso. I fulmini possono colpire anche fuori dall’area delle precipitazioni: sentire un tuono significa essere abbastanza vicini da dover cercare riparo. È una regola di prevenzione che resta valida nelle escursioni, nelle attività sportive e nei lavori all’aperto, anche durante l’autunno.
Le indicazioni del Dipartimento della Protezione civile distinguono nettamente un riparo dalla semplice copertura contro la pioggia. Un albero isolato, una tettoia o un gazebo non sono luoghi sicuri. La scelta preferibile è un edificio chiuso; in alternativa, un’automobile con carrozzeria e tetto metallici, finestrini chiusi, evitando il contatto con le parti metalliche. A proteggere non sono gli pneumatici, ma l’involucro conduttore del veicolo: una decappottabile non offre la stessa protezione.
Prima di partire occorre consultare le previsioni e gli avvisi ufficiali, valutando anche dove trovare un riparo lungo il percorso. In montagna, creste e cime sono particolarmente esposte. Se il temporale si avvicina, bisogna abbandonare tempestivamente i punti elevati, senza aspettare le prime gocce. Uscire dall’acqua e allontanarsi dalle rive è essenziale anche per chi si trova al mare o vicino a un lago.
Se non si riesce a raggiungere un luogo chiuso, nessuna posizione all’aperto elimina il rischio. Occorre evitare alberi isolati, pali, tralicci e recinzioni metalliche; non sdraiarsi a terra e, se si è in gruppo, mantenere una certa distanza dagli altri. Accovacciarsi con i piedi uniti è una misura estrema, non un’alternativa al riparo.
Anche in casa è prudente evitare docce, bagni e contatti con tubature e apparecchi collegati alla rete elettrica durante il temporale. Se una persona viene colpita, si possono prestare soccorsi: il corpo non trattiene una carica elettrica. Bisogna chiamare immediatamente il 112 e seguire le istruzioni dell’operatore, senza esporsi a ulteriori scariche.
La sicurezza comincia dalla decisione di fermarsi. Rinunciare a un tratto di sentiero o sospendere un’attività significa proteggere persone e soccorritori.