Dal Fronte · 2026-09-28
Solare sui nuovi edifici: la scadenza UE del 31 dicembre 2026
di La redazione
Nel calendario europeo dell’energia si avvicina una scadenza che riguarda progettisti, imprese e amministrazioni italiane. Il 31 dicembre 2026 è il termine indicato dalla direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici per assicurare l’installazione di impianti solari adeguati sui nuovi edifici pubblici e non residenziali con superficie coperta utile superiore a 250 metri quadrati. La previsione è subordinata all’adeguatezza tecnica e alla fattibilità economica e funzionale.
Il riferimento è l’articolo 10 della direttiva UE 2024/1275. La distinzione decisiva è tra nuove costruzioni e patrimonio esistente: questa scadenza non introduce un obbligo indistinto di montare pannelli su tutte le case, né riguarda automaticamente ogni immobile commerciale già utilizzato. Per altre categorie di edifici il testo europeo stabilisce passaggi successivi e condizioni differenti.
La direttiva richiede inoltre che i nuovi edifici siano progettati per ottimizzare il potenziale di produzione solare, tenendo conto dell’irraggiamento del sito. L’obiettivo è permettere installazioni successive senza costose modifiche strutturali. Per chi costruisce, significa considerare fin dall’inizio orientamento, coperture e integrazione degli impianti, anziché trattarli come un’aggiunta a lavori conclusi.
Agli Stati membri spetta definire i criteri applicativi e le possibili esenzioni, considerando le caratteristiche degli edifici e la loro integrità strutturale. Per un singolo progetto italiano, quindi, il riferimento europeo va letto insieme alle disposizioni nazionali di attuazione e alle regole autorizzative pertinenti: la sola data non basta a determinare ogni adempimento concreto.
La questione ha un rilievo industriale nazionale. Integrare la produzione energetica negli immobili può contribuire a contenere l’energia acquistata dalla rete e a rafforzare l’autonomia di imprese e servizi pubblici. Il risultato dipende però da consumi effettivi, dimensionamento, qualità dell’installazione e manutenzione.
L’interesse italiano è accompagnare questa transizione con regole comprensibili, competenze professionali e attenzione ai costi. Per amministrazioni e committenti, la priorità è verificare per tempo quali nuovi interventi ricadano nella previsione europea. Difendere la competitività significa anche evitare progetti da correggere in corsa e investimenti privi di un’adeguata valutazione tecnica.