Dal Fronte · 2026-09-28
San Michele 1916: la vittoria italiana dopo l’attacco con i gas
di La redazione
Il 29 giugno 1916, sul Monte San Michele, l’esercito austro-ungarico cercò di spezzare il fronte italiano ricorrendo ai gas asfissianti. L’attacco provocò perdite gravissime e consentì agli assalitori di occupare alcune trincee. Ma non ottenne il risultato sperato: la reazione italiana, sviluppata nella stessa giornata, riconquistò gran parte delle posizioni perdute e arrestò l’avanzata avversaria.
Il San Michele era uno dei cardini della difesa austro-ungarica sul Carso, a sud di Gorizia. Le sue alture dominavano il terreno circostante e sbarravano la progressione italiana. Su quel fronte, mesi di combattimenti avevano scavato un sistema di trincee e ricoveri nella pietra, con linee contrapposte spesso molto vicine.
All’alba, gli austro-ungarici liberarono il gas da bombole predisposte nelle proprie posizioni, affidandone il trasporto al vento. La nube investì i reparti italiani, le cui protezioni si rivelarono insufficienti. Non fu il primo impiego di armi chimiche nella guerra europea, ma rappresentò il primo grande attacco con i gas sul fronte italiano.
La fanteria avversaria avanzò dietro la nube, entrando nei tratti di linea sconvolti. Il cedimento iniziale, tuttavia, non si trasformò in una rottura definitiva. I militari rimasti in condizioni di combattere e i reparti intervenuti in rinforzo organizzarono la resistenza e passarono al contrattacco. Il recupero del terreno tolse agli austro-ungarici gran parte dei vantaggi conquistati nelle prime ore.
È importante distinguere questo episodio dalla conquista italiana del San Michele, avvenuta nell’agosto successivo durante la sesta battaglia dell’Isonzo. Quella di giugno fu una vittoria difensiva: non consegnò l’intero monte all’Italia, ma impedì che un attacco preparato con un’arma devastante producesse uno sfondamento duraturo.
Ricordarla significa riconoscere il valore di soldati capaci di reagire in condizioni estreme, senza nascondere il prezzo umano del combattimento. Il San Michele conserva oggi trincee, gallerie e testimonianze di quel fronte: un patrimonio nazionale nel quale il coraggio dei reparti italiani va raccontato con precisione, distinguendo gli obiettivi raggiunti dalle sofferenze sopportate.