Dal Fronte · 2026-09-28
Sabotino 1916: la vittoria italiana sul fronte dell’Isonzo
di La redazione
Il 6 agosto 1916 l’esercito italiano conquistò il Monte Sabotino, uno dei pilastri della difesa austro-ungarica davanti a Gorizia. Fu un successo tattico di grande importanza: la caduta della posizione contribuì a scardinare la testa di ponte nemica sulla riva destra dell’Isonzo e favorì l’avanzata italiana verso la città, raggiunta nei giorni successivi.
Il Sabotino non era una cima particolarmente elevata, ma la sua forza dipendeva dalla posizione. Dominava il fiume e gli accessi settentrionali a Gorizia. Trincee, ricoveri e postazioni scavate nella roccia ne avevano fatto una roccaforte difficile da affrontare. I precedenti combattimenti sul fronte isontino avevano già mostrato quanto fosse costoso assalire difese simili senza riuscire a neutralizzarle.
Per l’attacco di agosto la preparazione ebbe un peso decisivo. Furono realizzati lavori di avvicinamento, predisposti ripari e organizzato l’impiego dell’artiglieria. L’obiettivo era ridurre il tratto scoperto che i fanti avrebbero dovuto attraversare e colpire le difese prima dell’irruzione. Alla preparazione dell’operazione sul Sabotino contribuì in maniera rilevante il colonnello Pietro Badoglio, che guidò una delle colonne d’attacco.
Quando iniziò l’assalto, le truppe italiane riuscirono a raggiungere rapidamente la sommità. Il risultato nacque dalla combinazione tra il bombardamento preparatorio e l’avanzata della fanteria, sostenuta da un’organizzazione accurata. La conquista privò gli austro-ungarici di un punto dominante del loro schieramento e rese più vulnerabile l’intero sistema difensivo del settore.
Il Sabotino va ricordato senza confondere una vittoria importante con la fine della guerra. La sesta battaglia dell’Isonzo portò alla conquista di Gorizia, ma non provocò il crollo dell’esercito avversario: il fronte si stabilizzò più a est e il conflitto continuò ancora per oltre due anni.
Proprio questa distinzione restituisce valore all’impresa. Sul Sabotino il coraggio dei soldati italiani trovò sostegno nel lavoro dei reparti, nella preparazione tecnica e nel coordinamento delle armi. Ricordarlo significa riconoscere una capacità militare concreta, insieme al sacrificio degli uomini che resero possibile quella vittoria.