Dal Fronte · 2026-09-28
Rosetta, dieci anni dalla fine della missione e il ruolo italiano
di La redazione
Il 30 settembre ricorrono dieci anni dalla conclusione di Rosetta, la missione dell’Agenzia spaziale europea che ha cambiato lo studio delle comete. Il 30 settembre 2016 la sonda terminò le operazioni con una discesa controllata sulla superficie di 67P/Churyumov-Gerasimenko, raccogliendo dati anche durante l’avvicinamento finale. Un anniversario che riguarda direttamente l’Italia, protagonista nella costruzione degli strumenti e nell’interpretazione delle osservazioni.
Lanciata nel 2004, Rosetta raggiunse la cometa nell’agosto 2014. Nel novembre dello stesso anno il lander Philae effettuò il primo atterraggio su un nucleo cometario. L’ancoraggio non funzionò come previsto e il piccolo laboratorio rimbalzò prima di fermarsi: una difficoltà che limitò le operazioni, senza cancellare il risultato storico. La sonda madre continuò invece ad accompagnare la cometa lungo la sua orbita, osservandone i cambiamenti durante il passaggio vicino al Sole.
Il contributo nazionale non fu marginale. L’Italia ebbe la responsabilità scientifica di VIRTIS, lo spettrometro dedicato allo studio della composizione e delle proprietà termiche, e di GIADA, lo strumento per analizzare le polveri cometarie. Partecipò inoltre al sistema di immagini OSIRIS. Sul lander Philae, il sistema italiano SD2 era stato progettato per perforare il terreno e distribuire campioni agli strumenti di analisi: una capacità prevista dal progetto, da distinguere dai risultati effettivamente ottenuti dopo il difficile atterraggio.
Le osservazioni di Rosetta hanno permesso di studiare materiali organici, emissioni di gas e polveri, struttura e trasformazioni della superficie. Le comete conservano informazioni preziose sulle prime fasi del Sistema solare: avvicinarle significa mettere alla prova le ricostruzioni scientifiche sulle nostre origini planetarie, non cercare risposte facili a domande ancora aperte.
Per l’Italia, questa ricorrenza offre una lezione concreta. La presenza nello spazio si costruisce con laboratori, università, enti di ricerca e imprese capaci di lavorare su programmi lunghi e complessi. Difendere queste competenze significa custodire un patrimonio nazionale che produce conoscenza e capacità industriale. Rosetta resta un esempio di cooperazione europea nella quale l’Italia ha portato strumenti, responsabilità e risultati riconoscibili.