Dal Fronte · 2026-09-25
False Rc auto online: i controlli prima di pagare
di La redazione
Un preventivo molto conveniente, una trattativa rapida in chat e un documento che sembra autentico: una falsa Rc auto può presentarsi così. Il rischio non è soltanto perdere il premio versato. Chi circola senza una copertura valida si espone alle sanzioni previste dal Codice della strada e, in caso di incidente, a conseguenze economiche anche pesanti.
Il punto decisivo viene prima del pagamento. L’IVASS, l’autorità che vigila sulle assicurazioni, mette a disposizione gli elenchi delle imprese ammesse a operare in Italia, il Registro unico degli intermediari e l’elenco degli intermediari dell’Unione europea abilitati a operare nel nostro Paese. Occorre verificare che il soggetto proponente sia autorizzato e che i recapiti utilizzati corrispondano a quelli ufficiali.
Un nome presente nel registro, infatti, non basta: i truffatori possono copiare denominazioni, numeri di iscrizione e loghi di operatori reali. La verifica deve riguardare anche l’indirizzo del sito e l’identità di chi chiede il denaro. Per contattare l’impresa è prudente usare recapiti reperiti autonomamente attraverso canali ufficiali, non quelli contenuti nel messaggio che accompagna l’offerta.
L’IVASS pubblica inoltre avvisi sui siti irregolari. Consultarli è utile, ma l’assenza di un indirizzo dall’elenco non equivale a una certificazione: una pagina fraudolenta potrebbe non essere stata ancora individuata. Fretta imposta, pagamento verso destinatari estranei e difficoltà a ottenere informazioni verificabili sono segnali per fermarsi.
Dopo la presunta emissione, la copertura Rc auto può essere controllata sul Portale dell’Automobilista inserendo la targa. Se emerge una discordanza, bisogna chiarirla con la compagnia attraverso contatti ufficiali prima di mettersi alla guida. Il solo certificato ricevuto in formato digitale non scioglie ogni dubbio.
Chi sospetta una truffa conservi conversazioni, documenti, indirizzi web e ricevute; contatti subito il proprio prestatore di pagamento per verificare eventuali possibilità di blocco o recupero e presenti denuncia alle forze dell’ordine. Difendere gli automobilisti e gli operatori regolari significa anche togliere spazio a chi vende sicurezza soltanto sulla carta.