Dal Fronte · 2026-09-28
Punta San Matteo: la vittoria italiana del 13 agosto 1918
di La redazione
Il 13 agosto 1918 gli alpini italiani conquistarono Punta San Matteo, nel gruppo Ortles-Cevedale, strappando agli austro-ungarici una posizione d’alta quota. Fu una vittoria tattica della Guerra Bianca: un’azione condotta dove ghiaccio, roccia e condizioni atmosferiche rendevano difficile anche soltanto raggiungere la linea del combattimento.
L’attacco fu affidato agli uomini del battaglione Monte Ortler. Tra i protagonisti vi fu il capitano Arnaldo Berni, figura legata alla storia di questo settore del fronte. Gli italiani riuscirono a superare le difese avversarie e a occupare la cima. Il risultato non cambiò da solo il corso della guerra, ma rappresentò un successo concreto contro un presidio nemico in un ambiente estremo.
Su quelle montagne una vetta non era soltanto un punto sulla carta. Offriva osservazione sui ghiacciai, sui passaggi e sulle posizioni circostanti. Controllarla significava migliorare la propria situazione locale e ostacolare i movimenti dell’avversario. Per questo anche obiettivi lontani dalle grandi direttrici di avanzata potevano richiedere combattimenti durissimi.
La conquista, però, era soltanto una parte del problema. Bisognava portare in alto munizioni e viveri, predisporre ripari, mantenere i collegamenti e assistere i feriti. Il terreno imponeva capacità alpinistiche oltre alla preparazione militare. Il valore degli uomini si misurava anche nella resistenza quotidiana e nel lavoro necessario a sostenere ogni posizione.
La cronologia va raccontata senza omissioni: il 3 settembre 1918 gli austro-ungarici tornarono all’attacco e riconquistarono Punta San Matteo. Berni scomparve durante quei combattimenti e il suo corpo non fu recuperato. Il successo italiano di agosto fu dunque reale, ma non definitivo: presentarlo come il possesso della cima mantenuto sino alla fine del conflitto sarebbe sbagliato.
Ricordare questa battaglia significa riconoscere il coraggio degli alpini senza trasformare la memoria in leggenda. La storia militare italiana comprende anche vittorie locali e temporanee, pagate con sacrifici enormi. A Punta San Matteo il merito dei soldati resta nella difficoltà dell’impresa compiuta, non in un esito finale diverso da quello documentato.