Dal Fronte · 2026-09-28

Pasubio 1916, la vittoria difensiva italiana verso il Veneto

di La redazione

Una vittoria non si misura soltanto dal terreno conquistato. Sul Pasubio, nel 1916, il risultato decisivo fu impedire all’esercito austro-ungarico di trasformare l’avanzata dal Trentino in uno sfondamento verso la pianura vicentina. La resistenza italiana conservò un cardine del fronte, in un settore dove perdere le quote significava mettere in pericolo anche le vie di accesso al Veneto.

Il 15 maggio cominciò l’offensiva austro-ungarica comunemente ricordata come Strafexpedition. L’attacco investì il fronte trentino e costrinse le truppe italiane ad arretrare in diversi settori. Sul Pasubio la pressione nemica portò la battaglia nel cuore del massiccio: creste, valloni e passaggi obbligati divennero posizioni da mantenere sotto il fuoco dell’artiglieria.

Alla difesa parteciparono alpini e reparti di fanteria. Fra questi ebbero un ruolo importante gli uomini della brigata Liguria, legata al nome del generale Achille Papa. Le Porte del Pasubio e il settore sommitale rimasto in mano italiana costituirono punti essenziali per sostenere la resistenza e assicurare i collegamenti con le retrovie.

Il successo fu anzitutto difensivo: gli austro-ungarici non riuscirono a impadronirsi dell’intero massiccio né a ottenere, attraverso quel settore, lo sbocco cercato verso la pianura. Il Pasubio non fu però una battaglia isolata capace, da sola, di decidere l’esito dell’offensiva. La sua tenuta va inserita nella resistenza complessiva delle forze italiane sul fronte degli altipiani.

Anche i limiti del risultato meritano chiarezza. I combattimenti proseguirono e gli attacchi italiani dell’autunno 1916 non eliminarono tutte le posizioni avversarie. Il Dente Italiano e il Dente Austriaco rimasero contrapposti, diventando poi teatro di una durissima guerra di mine. Raccontare il Pasubio come una conquista completa sarebbe dunque inesatto.

La vittoria da ricordare è quella di una difesa riuscita: soldati capaci di tenere un terreno difficilissimo, sostenuti da rifornimenti e collegamenti indispensabili quanto le armi. È una pagina di valore militare italiano che non ha bisogno di essere ingigantita. La sua forza sta nel risultato concreto: l’avversario fu fermato e quel passaggio verso il Veneto rimase sbarrato.

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