Dal Fronte · 2026-09-28

Passo Paradiso: la vittoria italiana del maggio 1918

di La redazione

Nel maggio 1918, tra il Tonale e il massiccio dell’Adamello, l’esercito italiano ottenne una vittoria combattuta fra neve, rocce e ghiaccio. Le operazioni condotte dal 25 al 28 maggio portarono alla conquista dei Monticelli, del Passo Paradiso e della conca di Presena, sottraendo agli austro-ungarici importanti posizioni nel settore. Fu un successo offensivo, distinto dalla successiva difesa italiana contro l’attacco nemico di giugno.

Il valore di quelle conquiste si comprende osservando il terreno. Il Passo Paradiso, a sud del Tonale, costituiva un accesso alle posizioni superiori del Presena. I Monticelli formavano invece un sistema di rilievi fortificati che proteggeva quel settore. Non bastava raggiungere una cima: occorreva superare difese capaci di sfruttare pendii ripidi, passaggi obbligati e ampi campi di tiro.

Gli alpini operarono in un ambiente nel quale anche il semplice movimento richiedeva preparazione. Armi, munizioni e viveri dovevano arrivare in quota attraverso una rete di trasporti e collegamenti costruita durante la guerra. L’artiglieria sosteneva l’avanzata, mentre i reparti affrontavano ostacoli naturali che rendevano difficili tanto l’assalto quanto il soccorso dei feriti. La montagna non era uno sfondo: condizionava ogni decisione.

Il risultato modificò a favore degli italiani l’assetto locale del fronte. Le posizioni conquistate offrirono una sistemazione più vantaggiosa nel settore a sud del passo del Tonale. Non fu, però, lo sfondamento risolutivo dell’intero fronte alpino: la guerra continuò e l’apparato difensivo austro-ungarico mantenne altri capisaldi. Misurare correttamente la portata della vittoria significa riconoscerne il valore senza attribuirle conseguenze che non ebbe.

La conquista del maggio 1918 appartiene alla storia della Guerra Bianca, combattuta sulle montagne dell’Adamello e degli altri settori d’alta quota. Ricordarla significa dare il giusto posto a una capacità militare italiana fatta di addestramento, organizzazione e tenacia. Accanto agli uomini dell’assalto c’erano artiglieri, genieri, portatori e personale sanitario: una vittoria preparata e sostenuta dal lavoro di molti, prima ancora che decisa sulla linea del combattimento.

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