Dal Fronte · 2026-09-30
Ransomware, come proteggere dati e backup dal ricatto digitale
di La redazione
Ottobre è il Mese europeo della sicurezza informatica, l’iniziativa di sensibilizzazione coordinata dall’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza, ENISA. Per famiglie, professionisti e imprese italiane, un tema concreto è la difesa dal ransomware: software malevoli che possono rendere inaccessibili dati e sistemi, accompagnando il blocco con una richiesta di riscatto. In alcuni attacchi, i criminali sottraggono anche informazioni e minacciano di pubblicarle.
Il danno non riguarda soltanto il computer. Un archivio indisponibile può interrompere ordini, fatturazione, appuntamenti e servizi. La prevenzione serve quindi a difendere la continuità del lavoro, non soltanto la riservatezza dei documenti.
La prima misura è mantenere aggiornati sistemi operativi, programmi e dispositivi di rete. Gli account devono avere password robuste e diverse; dove disponibile, va attivata l’autenticazione a più fattori. Gli accessi amministrativi devono essere limitati a chi ne ha effettivamente bisogno. Allegati inattesi e collegamenti ricevuti via posta elettronica richiedono una verifica, anche quando il mittente sembra conosciuto.
Il punto decisivo è il backup. Una copia conservata su un disco sempre collegato al computer può essere colpita insieme all’originale. Occorrono copie separate, almeno una delle quali offline oppure protetta da modifiche e cancellazioni. Anche il salvataggio in cloud richiede attenzione: sincronizzare automaticamente i file non equivale, da solo, ad avere un backup recuperabile. Bisogna controllare le funzioni disponibili e provare periodicamente il ripristino.
Se compare una richiesta di riscatto o si osservano file improvvisamente illeggibili, il dispositivo sospetto va scollegato dalla rete e occorre chiedere assistenza tecnica qualificata. In azienda bisogna attivare subito il referente informatico, preservare le evidenze e rivolgersi alla Polizia Postale per la denuncia. Pagare non garantisce il recupero dei dati né impedisce che quelli sottratti vengano diffusi.
La sicurezza digitale è una responsabilità organizzativa: procedure comprensibili, personale preparato e copie funzionanti contano quanto gli strumenti acquistati. Per un’impresa italiana, proteggere gli archivi significa difendere clienti, competenze e capacità produttiva.