Dal Fronte · 2026-09-26

Ordigni inesplosi: cosa fare davanti a un residuato bellico

di La redazione

Una parte della guerra resta sotto terra. In Italia, i residuati bellici inesplosi continuano a richiedere interventi di messa in sicurezza: possono emergere durante uno scavo, nei lavori agricoli o lungo un sentiero. È un tema di prevenzione che riguarda anche chi frequenta boschi e campagne in autunno, senza bisogno di un’emergenza nazionale per meritare attenzione.

La prima regola è non toccare. Un oggetto metallico sospetto non va sollevato, ruotato, ripulito dalla terra o spostato per liberare un passaggio. Non bisogna tentare di aprirlo né portarlo a casa, in automobile o direttamente in caserma. Un involucro corroso può ancora contenere esplosivo: l’aspetto esterno non permette a un passante di stabilire se sia sicuro.

Occorre interrompere l’attività, allontanarsi senza avvicinarsi ulteriormente al reperto e chiamare il 112 da una posizione sicura. Alla centrale vanno comunicati il luogo del ritrovamento, i riferimenti utili per raggiungerlo e ciò che è stato osservato, senza tornare indietro per raccogliere altri particolari. Se possibile senza esporsi, si avvertono le persone nelle vicinanze affinché non si avvicinino. Le indicazioni degli operatori hanno la precedenza su qualsiasi iniziativa personale.

Non esiste una distanza universale che il cittadino possa ricavare dalle dimensioni apparenti dell’oggetto. Saranno le autorità, con il supporto degli specialisti, a valutare il rischio e l’eventuale delimitazione dell’area. Anche una fotografia non sostituisce l’accertamento tecnico e non giustifica un avvicinamento.

Le operazioni di bonifica competono a personale specializzato. Per i residuati rinvenuti sul territorio intervengono, secondo competenze e procedure, gli artificieri delle Forze armate, in coordinamento con le autorità di pubblica sicurezza. Quando occorrono evacuazioni o limitazioni alla viabilità, i cittadini devono seguire le comunicazioni ufficiali della prefettura e del comune.

La sicurezza comincia dal rispetto di un limite preciso: riconoscere un possibile pericolo non significa saperlo neutralizzare. Nessun recupero fai-da-te, nessuna curiosità da collezionista. Fermarsi e segnalare protegge chi trova l’oggetto, chi passa dopo e chi dovrà intervenire.

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