Dal Fronte · 2026-09-28

Monte Cimone: la vittoria italiana del 23 luglio 1916

di La redazione

Il 23 luglio 1916 gli alpini italiani conquistarono il Monte Cimone di Tonezza, nel Vicentino. Fu un successo tattico su una posizione dominante sulla Val d’Astico, nel settore investito poche settimane prima dall’offensiva austro-ungarica sugli altipiani. Non una battaglia risolutiva per l’intero conflitto, ma una conquista importante in un territorio dove le quote controllavano accessi, collegamenti e possibilità di osservazione.

L’attacco nemico del maggio 1916 aveva costretto le truppe italiane a ripiegare su diversi tratti del fronte trentino. Arrestata la spinta avversaria, la controffensiva italiana cercò di recuperare terreno e posizioni. Il Cimone rientrava in questo quadro: la sua mole sovrasta la valle e ne faceva un caposaldo difficile da affrontare e prezioso da presidiare.

La conquista della cima fu ottenuta dagli alpini superando le difese austro-ungariche e le difficoltà imposte dalla montagna. Su questi versanti, il combattimento non dipendeva soltanto dalla superiorità del fuoco: contavano la capacità di muoversi su terreno scosceso, il trasporto dei rifornimenti e la tenuta dei collegamenti. Occupare una quota significava poi organizzarne immediatamente la difesa, sotto la minaccia della reazione avversaria.

La vittoria di luglio non chiuse però la lotta per il monte. Gli austro-ungarici prepararono un attacco sotterraneo, scavando una galleria e collocando una potente carica sotto le posizioni italiane. Il 23 settembre 1916 l’esplosione sconvolse la sommità, travolse i difensori e consentì alle truppe avversarie di riprendere la cima.

I due momenti non devono essere confusi. La conquista italiana del 23 luglio fu un successo reale; la perdita di settembre ne mostrò la precarietà in una guerra combattuta anche dentro la roccia. Raccontare soltanto l’assalto vittorioso lascerebbe fuori una parte essenziale della vicenda.

Oggi l’ossario del Monte Cimone custodisce la memoria dei caduti. Ricordare questa battaglia significa riconoscere il valore dei soldati italiani senza trasformare un successo locale in una vittoria definitiva. La storia nazionale non ha bisogno di ingrandimenti: date, luoghi e sacrifici restituiti con precisione bastano a darle forza.

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