Dal Fronte · 2026-09-28
Monte Cauriol: la vittoria degli alpini del 27 agosto 1916
di La redazione
Il 27 agosto 1916 gli alpini italiani conquistarono il Monte Cauriol, nel gruppo del Lagorai, strappando alle truppe austro-ungariche una posizione dominante sul fronte trentino. Fu una vittoria circoscritta, non una svolta dell’intero conflitto, ma rappresentò uno dei successi più significativi della guerra combattuta sulle montagne di questo settore.
Il Cauriol si alza tra la Val di Fiemme e la Valle del Vanoi. Per i soldati che dovevano attaccarlo, il problema non era soltanto raggiungere una cima: occorreva superare pendii ripidi, muoversi su terreno scoperto e affrontare un avversario protetto dalle posizioni in quota. La conformazione della montagna favoriva i difensori e rendeva difficile coordinare l’avanzata e il sostegno delle armi.
Nelle operazioni per la conquista si distinsero gli alpini del battaglione Feltre. Dopo duri combattimenti, il 27 agosto gli italiani riuscirono a raggiungere la vetta. La presa del Cauriol tolse agli austro-ungarici una posizione importante per l’osservazione e il controllo del terreno circostante, inserendosi nelle operazioni italiane nel Lagorai dell’estate 1916.
Il successo, tuttavia, non cancellò le difficoltà del settore. Occupare una sommità significava anche organizzarne la difesa e garantire i rifornimenti. Munizioni, viveri, acqua e materiali dovevano arrivare lungo percorsi faticosi ed esposti; i feriti dovevano essere trasportati verso valle. In alta montagna, la capacità di mantenere una posizione dipendeva dal lavoro dei reparti e dei servizi non meno che dall’esito dell’assalto.
È questa la misura storica del Cauriol: una vittoria tattica ottenuta in condizioni severe, da ricordare senza trasformarla in un successo strategico risolutivo. Il fronte del Lagorai rimase parte di una guerra lunga e logorante.
Oggi la montagna conserva tracce delle sistemazioni militari. Leggerle nel loro contesto permette di riconoscere ciò che spesso una carta delle operazioni non mostra: la fatica quotidiana, la competenza e la disciplina necessarie per combattere lassù. Il valore degli alpini merita una memoria precisa, capace di onorare il risultato senza nasconderne il costo umano.