Dal Fronte · 2026-09-28

Metemma 1940: la vittoria difensiva italiana in Africa orientale

di La redazione

Non tutte le vittorie italiane della Seconda guerra mondiale ebbero il deserto libico o il Mediterraneo come scenario. Il 6 novembre 1940, sul confine fra Sudan ed Etiopia, la difesa di Metemma fermò un’offensiva britannica. Fu un successo circoscritto, ma concreto: l’attaccante non riuscì a conquistare l’obiettivo oltre frontiera e dovette abbandonare l’operazione.

Gallabat, sul versante sudanese, e Metemma, su quello etiopico, presidiavano un importante passaggio di confine. Gli italiani avevano occupato Gallabat nel luglio precedente, durante le prime operazioni in Africa orientale. Per i britannici, tornare all’attacco in quel settore significava riprendere l’iniziativa e mettere alla prova le difese avversarie.

L’operazione fu affidata alla 10ª Brigata di fanteria indiana, comandata da William Slim, il futuro protagonista della campagna di Birmania. Il dispositivo comprendeva reparti britannici e indiani, con appoggio di artiglieria e carri armati. L’assalto iniziale consentì di occupare il forte di Gallabat, ma quel risultato non bastò ad aprire la strada verso Metemma.

La resistenza delle forze italiane, nelle quali avevano un ruolo essenziale i reparti coloniali, impedì lo sfondamento. Anche l’aviazione italiana contribuì in modo decisivo, contrastando gli apparecchi avversari e bombardando le truppe a terra. Le difficoltà dei carri, fra guasti e terreno accidentato, ridussero ulteriormente la capacità britannica di proseguire l’attacco.

Sotto questa pressione, il comando attaccante dispose il ripiegamento. Il bilancio tattico fu favorevole agli italiani: Metemma rimase nelle loro mani e l’offensiva britannica venne respinta. La conquista iniziale di Gallabat non si trasformò nel successo complessivo cercato da Slim.

Occorre distinguere questo risultato dall’esito generale della guerra. L’Africa orientale italiana era isolata dalla madrepatria e nel 1941 sarebbe stata travolta dall’avanzata britannica e delle forze alleate. Metemma non rovesciò quei rapporti strategici. Ricordarla significa riconoscere una difesa riuscita, il valore dei combattenti e il contributo degli ascari, senza trasformare una vittoria locale in una leggenda. La storia militare nazionale merita precisione, non dimenticanza né esagerazioni.

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