Dal Fronte · 2026-09-25

Lingua italiana, cultura e presenza internazionale

di La redazione

Il 26 settembre si celebra la Giornata europea delle lingue, istituita dal Consiglio d’Europa nel 2001. La ricorrenza richiama il valore dell’apprendimento linguistico e della diversità culturale del continente. Per l’Italia è anche l’occasione per guardare alla lingua nazionale come a un’infrastruttura della propria presenza nel mondo: non soltanto memoria letteraria, ma strumento di studio, lavoro e relazioni internazionali.

La promozione dell’italiano all’estero passa attraverso una rete riconoscibile: gli Istituti Italiani di Cultura, le rappresentanze diplomatiche e consolari, le scuole italiane e i lettorati nelle università straniere. A questa attività si affianca quella della Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 per tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiane. Sono realtà diverse per natura e funzioni, accomunate dal compito di mantenere aperto un collegamento con il nostro Paese.

La conoscenza dell’italiano consente di accedere direttamente a testi, archivi e competenze. È importante per chi studia storia dell’arte, musica, archeologia o letteratura, ma serve anche nelle relazioni con imprese e territori. Una lingua condivisa può rendere più agevoli la formazione professionale, gli scambi universitari e la comprensione di lavorazioni e tradizioni produttive che una traduzione non restituisce sempre per intero.

Alle spalle di questa proiezione internazionale c’è una lunga opera di studio. L’Accademia della Crusca, nata a Firenze nel 1583, pubblicò nel 1612 la prima edizione del suo Vocabolario. Oggi continua a occuparsi dell’italiano attraverso ricerca, consulenza linguistica e strumenti di consultazione: una continuità che mostra come la cura della lingua non coincida con la sua immobilità.

Difendere l’italiano non richiede di rinunciare alle lingue straniere. Richiede, anzitutto, di conoscerlo bene e usarlo con precisione nella scuola, nell’amministrazione e nella comunicazione pubblica. La ricorrenza europea offre un punto fermo: aprirsi al mondo e custodire la propria identità possono rafforzarsi a vicenda, quando alla celebrazione si accompagna un investimento serio nella formazione.

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