Dal Fronte · 2026-09-28

Leonardo a Bologna: il supercalcolo per ricerca e industria

di La redazione

BOLOGNA — Prima di costruire un componente, sintetizzare una molecola o modificare un progetto industriale, si può esplorarne il comportamento attraverso modelli matematici. È uno dei compiti del supercalcolo: ridurre il campo delle possibilità, individuare criticità e indirizzare gli esperimenti. Al Tecnopolo di Bologna questa capacità ha un presidio concreto: Leonardo, il supercomputer europeo inaugurato nel novembre 2022 e gestito dal CINECA.

Il sistema appartiene all’impresa comune EuroHPC, l’iniziativa europea per il calcolo ad alte prestazioni. La sua architettura combina processori tradizionali e acceleratori grafici, impiegati non per produrre immagini ma per eseguire grandi quantità di operazioni in parallelo. Il vantaggio emerge quando un problema può essere suddiviso in numerosi calcoli coordinati: non basta trasferire un normale programma su una macchina più grande per renderlo automaticamente più veloce.

Le applicazioni del supercalcolo comprendono lo studio dei materiali, la dinamica dei fluidi, la ricerca sul clima e l’analisi di sistemi biologici. In ambito industriale, queste tecniche possono aiutare a valutare il comportamento aerodinamico di un progetto o le proprietà di un materiale. Nella ricerca farmaceutica consentono di studiare interazioni molecolari, senza sostituire le prove di laboratorio e le sperimentazioni necessarie a dimostrare efficacia e sicurezza.

L’accesso alle risorse avviene attraverso programmi e procedure di assegnazione, con percorsi dedicati alla ricerca e opportunità per l’industria. La disponibilità della macchina è però soltanto una parte del lavoro: servono specialisti capaci di preparare i dati, adattare il software e interpretare i risultati. Anche il calcolo più potente restituisce risposte fragili se le ipotesi iniziali sono sbagliate.

Per l’Italia, ospitare questa infrastruttura significa partecipare a una capacità tecnologica strategica, formando competenze e offrendo strumenti avanzati a università e imprese. La sfida è tradurre la potenza disponibile in progetti verificabili e risultati utilizzabili. Il vantaggio competitivo non si misura soltanto nelle classifiche dei computer: si vede nei problemi che il Paese riesce a risolvere.

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