Dal Fronte · 2026-09-28
Lavoro sulle piattaforme: scadenza UE il 2 dicembre 2026
di La redazione
Il prossimo 2 dicembre scade il termine entro cui gli Stati dell’Unione europea devono recepire la direttiva sul lavoro mediante piattaforme digitali. A poco più di due mesi dall’appuntamento, il riferimento è la direttiva UE 2024/2831: un testo che affronta sia la corretta qualificazione dei rapporti di lavoro sia l’impiego di sistemi automatizzati per organizzare e controllare le prestazioni.
Il tema non riguarda soltanto i rider. Nel campo di applicazione possono rientrare anche attività svolte a distanza, quando il servizio soddisfa i requisiti fissati dalla direttiva. Non ogni sito che mette in contatto domanda e offerta, quindi, è automaticamente una piattaforma di lavoro digitale ai sensi delle nuove disposizioni.
Il punto più delicato è distinguere il lavoro autonomo da quello subordinato. La direttiva richiede una presunzione legale confutabile di rapporto di lavoro quando emergono fatti indicativi di direzione e controllo, secondo il diritto, i contratti collettivi o le prassi nazionali e tenendo conto della giurisprudenza europea. Non significa trasformare indistintamente tutti i collaboratori in dipendenti: significa predisporre uno strumento procedurale che faciliti l’accertamento della situazione reale, senza fermarsi al nome dato al contratto.
Un secondo capitolo riguarda gli algoritmi. Il testo introduce obblighi di trasparenza sui sistemi automatizzati di monitoraggio e decisione, prevede sorveglianza umana e possibilità di riesame delle decisioni rilevanti. Stabilisce inoltre limiti al trattamento di alcuni dati personali, compresi quelli sullo stato emotivo o psicologico. Diverse garanzie riguardano anche chi svolge un’attività effettivamente autonoma.
Per l’Italia la questione è concreta: assicurare condizioni di concorrenza corrette tra imprese, riconoscere l’autonomia autentica e contrastare i rapporti subordinati mascherati. La tecnologia può rendere i servizi più efficienti, ma le responsabilità organizzative non possono scomparire dietro un software.
La data del 2 dicembre indica un obbligo di recepimento per gli Stati, non certifica da sola quali disposizioni nazionali siano già operative. Per lavoratori e imprese sarà quindi decisivo verificare il testo italiano e le relative decorrenze. Servono norme comprensibili e controlli efficaci: tutelare il lavoro e favorire l’innovazione devono procedere insieme.