Dal Fronte · 2026-09-28
Giorno del Dono, il 4 ottobre l’Italia celebra il volontariato
di La redazione
Domenica 4 ottobre l’Italia celebra il Giorno del Dono, la ricorrenza civile istituita dalla legge 14 luglio 2015, n. 110. Non una nuova festività lavorativa, ma un appuntamento riconosciuto dallo Stato per valorizzare il contributo di chi mette gratuitamente tempo, capacità e risorse al servizio degli altri. Una data che richiama una componente concreta della forza nazionale: cittadini capaci di assumersi responsabilità nella propria comunità.
La legge indica come finalità il riconoscimento del dono quale espressione di partecipazione alla società. Prevede inoltre che le scuole possano promuovere iniziative dedicate al suo significato, mentre richiama il possibile coinvolgimento di istituzioni e realtà associative, nel rispetto delle rispettive competenze. Questo è il quadro normativo della giornata: non implica che ogni Comune o istituto scolastico abbia già organizzato un proprio appuntamento per il 2026.
Il tema riguarda attività molto diverse. Il volontariato nelle associazioni, il sostegno alle famiglie in difficoltà, l’impegno nelle comunità locali e la donazione di sangue sono esempi di disponibilità personale, ciascuno con regole e responsabilità specifiche. Donare sangue, in particolare, richiede una valutazione di idoneità e il ricorso alle strutture e alle associazioni autorizzate: la generosità non sostituisce mai la sicurezza sanitaria.
Anche per le offerte economiche serve attenzione. Prima di aderire a una raccolta è prudente verificare l’identità del promotore, la destinazione delle risorse e la disponibilità di rendiconti. Per gli enti del Terzo settore, il Registro unico nazionale offre uno strumento pubblico di consultazione. L’iscrizione, da sola, non dimostra però l’efficacia di un progetto e non esaurisce le verifiche utili.
Il valore del 4 ottobre sta soprattutto qui: riconoscere chi contribuisce al bene della comunità senza cercare visibilità. Un’Italia più forte passa anche da associazioni affidabili, legami di prossimità e cittadini responsabili. Valorizzare questa disponibilità significa proteggerla dagli abusi e ricordare che l’iniziativa volontaria affianca, ma non cancella, i doveri delle istituzioni.