Dal Fronte · 2026-09-28
30 settembre, Giornata della traduzione: il valore per l’Italia
di La redazione
Il 30 settembre, fra due giorni, ricorre la Giornata internazionale della traduzione. La data è stata riconosciuta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 71/288, adottata il 24 maggio 2017. Al centro c’è il contributo dei professionisti delle lingue al dialogo fra nazioni, alla comprensione reciproca e alla cooperazione internazionale.
La scelta del giorno richiama san Girolamo, traduttore della Bibbia in latino e figura tradizionalmente associata al mestiere del traduttore. È una radice culturale che lega una professione contemporanea alla storia europea: trasmettere un testo significa renderlo accessibile senza cancellarne il significato e la provenienza.
Per l’Italia, il valore di questo lavoro va ben oltre le relazioni diplomatiche. Un romanzo pubblicato all’estero, il catalogo di un museo, il manuale di un macchinario e un contratto commerciale richiedono competenze differenti. In tutti questi casi, la qualità della lingua contribuisce alla qualità del risultato: un termine tecnico impreciso può alterare un’istruzione, mentre una resa approssimativa può impoverire un’opera letteraria.
Traduzione e interpretazione non sono sinonimi. La prima riguarda normalmente i testi scritti; la seconda consente la comunicazione orale o attraverso le lingue dei segni. Entrambe richiedono preparazione, conoscenza dei contesti e padronanza della terminologia. Nelle istituzioni internazionali rendono possibile il confronto fra delegazioni che non condividono la stessa lingua.
La ricorrenza offre anche un criterio concreto per valutare gli strumenti automatici: la rapidità non coincide necessariamente con l’affidabilità. Nei documenti delicati, nelle istruzioni tecniche e nei testi destinati alla pubblicazione, la verifica competente resta una scelta di responsabilità. Non basta sostituire parole: occorre comprenderne funzione e conseguenze.
Per un Paese che porta all’estero manifattura, cultura e capacità progettuale, investire nelle competenze linguistiche significa rafforzare la propria presenza internazionale. Difendere l’italiano e saper comunicare nelle altre lingue non sono obiettivi contrapposti. Sono due parti della stessa ambizione: far conoscere l’Italia senza ridurne la voce a una versione approssimativa.