Dal Fronte · 2026-09-28

Giornata dell’alimentazione, il 16 ottobre il ruolo di Roma

di La redazione

Il prossimo 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, la ricorrenza istituita dalla FAO per richiamare l’attenzione sulla sicurezza alimentare. La data ricorda la fondazione dell’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, avvenuta il 16 ottobre 1945 a Québec, in Canada. Nel 2026 cadono dunque gli ottantuno anni dalla sua nascita.

Per l’Italia non è un appuntamento lontano. Roma ospita la sede della FAO e quelle del Programma alimentare mondiale, il WFP, e del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, l’IFAD. Questa concentrazione di istituzioni fa della capitale un punto di riferimento della cooperazione internazionale su alimentazione, assistenza nelle emergenze e sviluppo delle economie rurali.

Le tre organizzazioni svolgono compiti diversi. La FAO offre conoscenze, dati e assistenza tecnica per migliorare agricoltura e sistemi alimentari. Il WFP interviene con aiuti alimentari e altre forme di sostegno alle popolazioni vulnerabili. L’IFAD finanzia lo sviluppo rurale, con particolare attenzione ai piccoli produttori. Distinguere questi ruoli aiuta a comprendere il peso del polo romano, oltre le celebrazioni.

La ricorrenza porta in primo piano anche una questione nazionale: la capacità di produrre cibo e mantenere efficienti le filiere. Per un Paese dalla forte tradizione agroalimentare, difendere questa capacità significa valorizzare il lavoro agricolo, la ricerca, la disponibilità d’acqua, la salute dei terreni e le infrastrutture che collegano produzione e mercati. La qualità italiana non vive soltanto di reputazione: richiede competenze, investimenti e continuità produttiva.

Sicurezza alimentare, inoltre, non significa soltanto disponibilità di derrate. Nella definizione utilizzata dalla FAO contano anche l’accesso al cibo, il suo utilizzo e la stabilità di queste condizioni nel tempo. È quindi una materia che riguarda redditi, trasporti, conservazione e capacità di affrontare le crisi.

Il calendario offre un’occasione precisa: riportare l’agricoltura al centro delle scelte strategiche. L’Italia può far valere insieme la propria vocazione produttiva e il ruolo internazionale di Roma. Con un criterio concreto: rafforzare chi produce e contribuire a rendere meno vulnerabili le comunità che dipendono dagli aiuti.

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