Dal Fronte · 2026-09-28
Giornata degli anziani il 1° ottobre: la sfida dell’Italia
di La redazione
Giovedì 1° ottobre si celebra la Giornata internazionale delle persone anziane, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990. L’appuntamento riguarda da vicino l’Italia: le rilevazioni dell’Istat e i confronti Eurostat collocano il nostro Paese tra quelli europei con la maggiore presenza di persone anziane rispetto alla popolazione complessiva.
La longevità è una conquista, ma richiede risposte che vadano oltre la celebrazione. Il punto non è considerare ogni anziano una persona fragile: è distinguere condizioni molto diverse, dall’autonomia piena alla necessità di assistenza continuativa. Confondere età e dipendenza significa sia sottovalutare le capacità di molti cittadini sia non riconoscere i bisogni di chi ha davvero bisogno di cure.
L’Organizzazione mondiale della sanità dedica il decennio 2021-2030 all’invecchiamento in buona salute. Tra le priorità indicate figurano ambienti favorevoli, assistenza integrata e accesso alle cure di lungo periodo. Tradotto nella vita quotidiana: abitazioni adeguate, trasporti utilizzabili, continuità tra servizi sanitari e sociali, sostegno a chi perde autonomia.
Per l’Italia il nodo è anche familiare. Accompagnare un genitore alle visite, organizzare l’assistenza e conciliare questi impegni con il lavoro sono questioni che non possono essere liquidate come esclusivamente private. Sostenere la famiglia significa renderla meno sola, senza presumere che possa sostituire competenze sanitarie e servizi professionali.
C’è poi l’accessibilità dei servizi. La digitalizzazione può semplificare prenotazioni e pratiche, ma deve prevedere assistenza e alternative per chi non riesce a utilizzare strumenti online. L’efficienza non si misura soltanto dal numero di procedure trasferite su uno schermo: conta anche la possibilità concreta di portarle a termine.
La ricorrenza del 1° ottobre offre dunque un criterio con cui valutare le politiche pubbliche: quanta autonomia riescono a conservare e quanto alleggeriscono il peso sulle famiglie. Riconoscere il contributo degli anziani, nella trasmissione di esperienze e legami tra generazioni, significa soprattutto permettere loro di continuare a partecipare alla vita del Paese.