Dal Fronte · 2026-09-25
Truffa del finto figlio: come riconoscerla e reagire
di La redazione
ROMA — Un messaggio da un numero sconosciuto, la spiegazione di un telefono rotto o smarrito, poi la richiesta di aiuto economico. È lo schema della truffa del finto figlio segnalato dalla Polizia di Stato: chi scrive assume l’identità di un familiare e cerca di trasformare la preoccupazione del destinatario in un pagamento. Un rischio da conoscere nella quotidianità delle comunicazioni digitali, senza confondere la familiarità del tono con una prova di identità.
Il contatto può iniziare con un SMS e proseguire su WhatsApp. Al destinatario viene chiesto di salvare il nuovo recapito; successivamente arriva una richiesta di bonifico o di pagamento, giustificata con l’impossibilità di utilizzare il proprio conto o con una spesa improrogabile. La fretta serve a restringere lo spazio per le verifiche. Il punto decisivo non è quanto il racconto sembri plausibile, ma se l’identità di chi scrive sia stata accertata attraverso un canale indipendente.
La prima mossa è chiamare il familiare sul numero già presente in rubrica, non su quello appena comunicato. Se non risponde, occorre cercare conferma attraverso un altro contatto fidato: il silenzio non dimostra che l’emergenza sia reale. Non bisogna inviare denaro, comunicare credenziali bancarie o condividere codici di autorizzazione sulla sola base della conversazione. Anche una fotografia riconoscibile sul profilo non garantisce l’identità dell’interlocutore.
Se il pagamento è già partito, bisogna contattare immediatamente la propria banca o il servizio utilizzato, segnalare la frode e chiedere quali interventi siano ancora possibili. Il recupero delle somme non è automatico. Vanno conservati messaggi, numeri, coordinate del beneficiario e ricevute, utili per la denuncia alla Polizia di Stato o ai Carabinieri. Bloccare il contatto non sostituisce la segnalazione dei fatti.
La prevenzione passa anche dalle famiglie: concordare che ogni richiesta insolita di denaro debba essere verificata a voce è una precauzione semplice. Chi cade nell’inganno va aiutato a reagire subito, non spinto al silenzio dalla vergogna. Difendere i risparmi significa togliere ai truffatori il loro vantaggio principale: decidere i tempi della vittima.