Dal Fronte · 2026-09-28

Gorizia, Piave e Vittorio Veneto: tre vittorie italiane

di La redazione

La prima guerra mondiale sul fronte italiano non fu soltanto trincee immobili e disfatta di Caporetto. Gorizia, la battaglia del Solstizio e Vittorio Veneto furono tre vittorie reali, differenti per obiettivi e conseguenze. Ricordarle significa riconoscere il valore dei soldati italiani, distinguendo i risultati militari dalla retorica e senza dimenticare il costo umano del conflitto.

Nell’agosto 1916, durante la sesta battaglia dell’Isonzo, l’esercito comandato da Luigi Cadorna ottenne uno dei suoi maggiori successi offensivi. La conquista delle posizioni del Sabotino e del San Michele aprì la strada all’ingresso delle truppe italiane a Gorizia, il 9 agosto. Fu un risultato importante anche per il morale del Paese, dopo ripetuti assalti sul fronte isontino. Non provocò però il crollo dello schieramento austro-ungarico: gli avversari arretrarono su nuove posizioni e la guerra di logoramento continuò.

Tra il 15 e il 23 giugno 1918, la battaglia del Solstizio segnò un passaggio diverso. Dopo Caporetto, l’esercito italiano, riorganizzato sotto Armando Diaz, affrontò la grande offensiva austro-ungarica dall’altopiano di Asiago al Piave. Gli attaccanti riuscirono ad attraversare il fiume in diversi punti, ma non a ottenere lo sfondamento decisivo. La resistenza italiana, i contrattacchi e le difficoltà di rifornimento, aggravate dalle condizioni del fiume, li costrinsero a ripiegare. Alla difesa contribuirono anche contingenti alleati. L’Italia aveva fermato un’offensiva che mirava a piegarne definitivamente la capacità di combattere.

Il 24 ottobre 1918 cominciò la battaglia di Vittorio Veneto. Dopo duri combattimenti sul Grappa e il difficile attraversamento del Piave, l’avanzata delle forze italiane e alleate spezzò lo schieramento avversario, mentre l’Impero austro-ungarico attraversava una crisi politica e nazionale ormai irreversibile. L’armistizio di Villa Giusti fu firmato il 3 novembre ed entrò in vigore il 4 novembre.

Queste vittorie non furono equivalenti: Gorizia rappresentò una conquista territoriale, il Solstizio un successo difensivo strategico, Vittorio Veneto l’esito militare conclusivo sul fronte italiano. Insieme mostrano un esercito capace di apprendere, resistere e tornare all’offensiva. È una parte della storia nazionale da conoscere con orgoglio consapevole: onorando chi combatté, non trasformando il sacrificio in una formula celebrativa.

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