Dal Fronte · 2026-09-28
Giornata mondiale contro la rabbia: prevenzione e viaggi
di La redazione
Il 28 settembre ricorre la Giornata mondiale contro la rabbia: un appuntamento che riguarda anche chi vive in un Paese dove questa malattia non appartiene all’esperienza quotidiana. Il punto, per l’Italia, è difendere la sicurezza sanitaria attraverso sorveglianza veterinaria, movimentazioni regolari degli animali e informazioni corrette per chi viaggia all’estero.
La ricorrenza, promossa dalla Global Alliance for Rabies Control e sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità, cade nell’anniversario della morte di Louis Pasteur, protagonista dello sviluppo della vaccinazione antirabbica. Il suo significato resta concreto: la rabbia si può prevenire, ma dopo la comparsa dei sintomi clinici è quasi sempre mortale.
Il virus colpisce il sistema nervoso e si trasmette soprattutto attraverso la saliva di animali infetti, generalmente con un morso. Anche graffi o il contatto della saliva con mucose e ferite possono costituire un’esposizione. A livello mondiale, il cane è la principale fonte dei casi umani; il peso della malattia si concentra soprattutto in Asia e Africa.
Per chi parte dall’Italia verso aree a rischio, la prima precauzione è non avvicinare animali sconosciuti, anche se apparentemente mansueti. Prima del viaggio, una valutazione sanitaria permette di stabilire se sia indicata la vaccinazione preventiva, considerando destinazione, attività e possibilità di raggiungere rapidamente un presidio medico.
Dopo un possibile contatto a rischio non bisogna aspettare i sintomi. L’OMS raccomanda di lavare accuratamente la ferita con acqua e sapone per almeno quindici minuti e di cercare immediatamente assistenza sanitaria. Il medico valuterà la profilassi successiva all’esposizione, che può comprendere vaccino e immunoglobuline. Anche chi è già vaccinato deve rivolgersi a un sanitario.
C’è infine una responsabilità che riguarda proprietari e operatori: rispettare i requisiti sanitari per introdurre o trasferire animali tra Paesi. Portare a casa un cane senza i controlli previsti non è una scorciatoia innocua. Proteggere le famiglie e gli animali italiani significa anche questo: prevenzione seria, servizi veterinari efficienti e nessuna leggerezza davanti a un rischio evitabile.