Dal Fronte · 2026-09-28
Gibilterra 1941: il successo degli incursori italiani
di La redazione
Gibilterra era una delle chiavi della potenza navale britannica: controllava l’accesso occidentale al Mediterraneo e offriva una base alle unità impegnate nella protezione dei traffici e nelle operazioni contro l’Asse. Nella notte tra il 19 e il 20 settembre 1941, gli incursori della Regia Marina riuscirono a colpire il naviglio mercantile nella sua rada. Fu un successo italiano concreto, da ricordare senza trasformarlo in una vittoria strategica che non ci fu.
A trasportare gli uomini e i mezzi d’assalto fu il sommergibile Scirè, adattato per queste missioni con contenitori esterni destinati ai siluri a lenta corsa. Non erano siluri convenzionali: ciascun apparecchio portava due operatori, che lo conducevano sott’acqua verso il bersaglio. La carica esplosiva, separabile dal mezzo, doveva essere collocata sotto lo scafo della nave prescelta.
L’azione impiegò tre mezzi e sei incursori della Xª Flottiglia MAS. Il risultato fu l’affondamento del mercantile Fiona Shell e il grave danneggiamento del Durham e della petroliera Denbydale. Sono questi gli esiti da tenere distinti: non tre navi affondate, ma un’unità perduta e altre due duramente colpite. Gli operatori riuscirono a raggiungere il territorio spagnolo e a rientrare successivamente in Italia.
Il valore militare dell’operazione stava nella sproporzione tra le forze impiegate e i danni inflitti. Un sommergibile, pochi specialisti e apparecchi di dimensioni ridotte avevano superato le difese di una delle basi più importanti dell’avversario. Dietro quel risultato c’erano addestramento, capacità di navigazione subacquea, conoscenza dei materiali e resistenza fisica: qualità decisive in missioni nelle quali un guasto poteva compromettere ogni cosa.
Gibilterra rimase saldamente britannica e l’attacco non interruppe il traffico attraverso lo stretto. Ma il successo del settembre 1941 dimostrò l’efficacia dei mezzi d’assalto italiani contro navi alla fonda. Nella storia della guerra marittima, è un episodio che permette di riconoscere competenza tecnica e coraggio dei nostri militari, mantenendo netta la distinzione tra il risultato di una missione e l’esito complessivo del conflitto.