Dal Fronte · 2026-09-25
Galileo HAS, precisione satellitare e industria italiana
di La redazione
Non basta sapere dove si trova un mezzo: per molte attività produttive occorre conoscerne la posizione con un’accuratezza molto superiore a quella della normale navigazione stradale. A questa esigenza risponde Galileo High Accuracy Service, il servizio ad alta accuratezza del sistema satellitare dell’Unione europea, avviato nel gennaio 2023. Un’infrastruttura concreta per l’innovazione, con un’importante presenza italiana.
Il servizio, indicato dalla sigla HAS, rende disponibili gratuitamente correzioni che consentono ai ricevitori compatibili di migliorare il calcolo della posizione. Le informazioni arrivano attraverso il segnale satellitare Galileo E6 oppure tramite Internet. Non si tratta dunque di una funzione automaticamente utilizzabile da qualsiasi telefono: servono apparati e software capaci di ricevere ed elaborare quei dati.
La tecnologia impiegata è il Precise Point Positioning. In termini pratici, corregge componenti dell’errore legate alle orbite e agli orologi dei satelliti, insieme ad altri parametri del segnale. L’accuratezza effettiva dipende però anche dal ricevitore, dalla visibilità del cielo e dal tempo necessario alla soluzione per stabilizzarsi. Precisione elevata non significa disponibilità immediata e identica in ogni ambiente.
Le applicazioni interessano agricoltura di precisione, cartografia, rilievi e navigazione professionale. Una localizzazione più accurata può aiutare a limitare le sovrapposizioni nelle lavorazioni agricole e a raccogliere dati territoriali più affidabili. Per gli impieghi che coinvolgono la sicurezza, tuttavia, restano necessarie verifiche, integrazioni e certificazioni specifiche: il solo segnale satellitare non sostituisce un sistema completo.
L’Italia ha un ruolo operativo nel programma. Il Centro spaziale del Fucino, in Abruzzo, ospita uno dei due centri di controllo di Galileo, accanto a quello tedesco di Oberpfaffenhofen. È una presenza che lega competenze nazionali e autonomia tecnologica europea.
La sfida industriale è trasformare questa infrastruttura in strumenti utilizzabili dalle imprese: ricevitori, software, servizi e assistenza tecnica. La gratuità delle correzioni abbassa una barriera d’accesso, ma il valore economico nasce dalla capacità di integrarle nei processi produttivi.