Dal Fronte · 2026-09-25
Funghi, controllo Asl e prevenzione delle intossicazioni
di La redazione
L’autunno riporta gli appassionati nei boschi, ma la sicurezza comincia prima della cucina. Per i funghi raccolti spontaneamente, il riferimento è l’ispettorato micologico dell’azienda sanitaria locale: il controllo degli esperti serve a riconoscere le specie e a evitare che un errore di identificazione diventi un’intossicazione, anche grave. Sedi, orari e modalità di accesso vanno verificati presso la propria Asl.
Non basta conoscere un bosco o aver mangiato per anni funghi apparentemente uguali. Specie commestibili e velenose possono somigliarsi; una fotografia, un’applicazione o il parere informale di un conoscente non sostituiscono l’esame del micologo. Nemmeno le prove con aglio, argento o altri rimedi tramandati permettono di stabilire la commestibilità.
Al controllo occorre presentare l’intera raccolta, non soltanto un campione. I funghi devono essere interi, con tutte le parti utili al riconoscimento, e mantenuti separati dagli eventuali avanzi di pulizia. È importante conservarli correttamente e farli esaminare quanto prima: anche un fungo commestibile, se deteriorato, può provocare problemi. Le indicazioni dell’ispettorato riguardano anche le condizioni necessarie per il consumo delle specie riconosciute.
La cottura non è una bonifica universale: alcune tossine resistono al calore. Essiccazione e congelamento non trasformano una specie velenosa in un alimento sicuro. Per questo il riconoscimento deve precedere qualsiasi preparazione, comprese conserve e porzioni destinate a parenti o amici.
Se dopo il consumo compaiono nausea, vomito, diarrea o altri disturbi, bisogna rivolgersi tempestivamente al pronto soccorso; nelle emergenze va attivato il soccorso sanitario. Non aspettare che i sintomi passino: alcune intossicazioni pericolose possono manifestarsi dopo molte ore. È utile segnalare quando sono stati mangiati i funghi e portare eventuali resti del pasto o della raccolta, senza ritardare l’assistenza. Evitare rimedi domestici e non provocare il vomito di propria iniziativa.
La raccolta resta una tradizione radicata nei territori italiani. A proteggerla sono prudenza, rispetto delle regole locali e competenza sanitaria: il controllo viene prima della tavola.