Dal Fronte · 2026-09-28
Euro 7 dal 29 novembre 2026: cosa cambia per auto e furgoni
di La redazione
Il prossimo passaggio europeo per l’automobile ha una data precisa: 29 novembre 2026. Il regolamento Euro 7, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, stabilisce da quel giorno l’applicazione delle nuove prescrizioni ai nuovi tipi di autovetture e veicoli commerciali leggeri. Per l’Italia, Paese di costruttori, componentisti e competenze meccaniche, è una scadenza industriale da seguire con attenzione.
La distinzione decisiva è tra nuovi tipi omologati e singole vetture vendute. Il primo appuntamento riguarda l’omologazione di nuovi tipi di veicolo delle categorie M1 e N1. Il passaggio successivo, relativo ai veicoli nuovi appartenenti a queste categorie, è fissato al 29 novembre 2027. Non si tratta dunque di un obbligo di sostituire le automobili già in circolazione, né di un divieto generalizzato dei motori a benzina o diesel.
Euro 7 amplia inoltre il campo delle regole. Per auto e furgoni mantiene i limiti Euro 6 sulle emissioni allo scarico, ma interviene anche sulle particelle prodotte dai freni e sulla durata delle batterie di trazione. Il quadro comprende inoltre l’abrasione degli pneumatici, con disposizioni e tempi specifici: non tutte le misure entrano in applicazione nello stesso momento.
Questo cambiamento riguarda anche i veicoli elettrici. L’assenza di emissioni allo scarico non elimina infatti quelle legate all’usura dei freni e degli pneumatici. Le prescrizioni sulla durata delle batterie aggiungono un elemento importante per valutare l’affidabilità del prodotto nel tempo, distinto dall’autonomia dichiarata al momento dell’acquisto.
Per la filiera italiana la preparazione passa da progettazione, prove, materiali e documentazione tecnica. Non soltanto dai grandi marchi: anche le imprese che producono componenti e sistemi di controllo devono confrontarsi con il nuovo quadro.
La priorità nazionale deve essere accompagnare questo passaggio senza disperdere capacità produttiva e occupazione qualificata. Regole comprensibili e tempi certi servono tanto alle imprese quanto agli automobilisti. Difendere l’industria italiana significa consentirle di competere sulla qualità, evitando di trasformare ogni scadenza europea in un allarme indistinto per chi possiede un’auto.