Dal Fronte · 2026-09-25
Escursioni d’autunno: sicurezza e rientro prima del buio
di La redazione
Con l’inizio dell’autunno, una camminata in montagna richiede particolare attenzione alle ore di luce e alle condizioni del percorso. Il tema riguarda anche gli itinerari apparentemente facili: foglie bagnate, terreno scivoloso, nebbia e calo delle temperature possono rendere impegnativo un rientro affrontato troppo tardi. Le raccomandazioni del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e del Club alpino italiano mettono al centro preparazione, attrezzatura e capacità di rinunciare.
La prima verifica si fa prima di partire. Occorre scegliere un percorso compatibile con le proprie condizioni fisiche e con quelle del componente meno allenato del gruppo, consultare i bollettini meteorologici locali e controllare eventuali chiusure dei sentieri. I tempi indicati sulle mappe non sono una garanzia: soste, errori di orientamento e fondo difficile possono allungare la giornata. Il rientro va programmato con margine rispetto al tramonto.
Nello zaino devono trovare posto indumenti caldi, protezione dalla pioggia, acqua, cibo, una lampada frontale e un piccolo kit di primo soccorso. Ai piedi servono calzature adatte al terreno. Il telefono va caricato prima della partenza, ma non sostituisce una carta del percorso né assicura copertura in ogni vallata. È prudente comunicare a una persona fidata itinerario e orario previsto di ritorno, avvisandola poi dell’arrivo.
Un rifugio segnato sulla carta non è necessariamente aperto: disponibilità e servizi vanno verificati direttamente. Se il tempo peggiora o il percorso supera le proprie capacità, tornare indietro per tempo è una misura di sicurezza, non un fallimento.
In caso di incidente o difficoltà che impedisca di proseguire in sicurezza, bisogna chiedere aiuto al 112, specificando che ci si trova in ambiente montano. All’operatore vanno comunicati posizione, numero delle persone coinvolte, condizioni dell’infortunato e recapito telefonico. Se disponibili, le coordinate aiutano a localizzare il punto. Occorre seguire le istruzioni ricevute ed evitare spostamenti che possano aggravare il pericolo. La conoscenza del territorio e la prudenza restano la prima difesa di chi frequenta le montagne italiane.