Dal Fronte · 2026-09-27
Escursioni d’autunno: rientro, attrezzatura e sicurezza
di La redazione
Con l’ingresso nell’autunno, la sicurezza delle escursioni passa da un elemento spesso sottovalutato: le ore di luce disponibili. Un percorso affrontato senza difficoltà in estate può richiedere scelte diverse a fine settembre. Partire tardi, ignorare i tempi di discesa o insistere verso la vetta nonostante un rallentamento significa consumare il margine necessario per rientrare.
Le indicazioni del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico e del Club alpino italiano convergono su una regola: scegliere l’itinerario in base alla preparazione e alle condizioni reali, non alla sola distanza. Dislivello, fondo, esposizione e capacità del componente meno allenato determinano l’impegno della giornata. Pioggia, fango e foglie bagnate possono rendere insidiosi anche tratti apparentemente semplici.
Prima della partenza occorre consultare le previsioni meteorologiche locali, verificare eventuali chiusure e comunicare a una persona fidata percorso e orario previsto di rientro. Nello zaino servono indumenti adatti al freddo e alla pioggia, acqua, cibo e una lampada frontale. La luce del cellulare non è un sostituto adeguato: usare continuamente il telefono come torcia ne consuma la batteria, utile anche per chiedere aiuto.
Una cartografia consultabile senza connessione è importante, ma deve essere accompagnata dalla capacità di orientarsi. La presenza dello smartphone non garantisce copertura di rete. Se si perde il sentiero, proseguire alla cieca o cercare scorciatoie su pendii sconosciuti può aggravare la situazione: bisogna fermarsi in un punto sicuro, valutare la posizione e chiedere assistenza quando necessario.
In caso di emergenza, contattare il 112 e precisare subito che l’intervento riguarda un ambiente montano. Vanno comunicati posizione, numero delle persone coinvolte, condizioni degli eventuali feriti e recapito telefonico, seguendo le istruzioni dell’operatore. Nebbia, vento e scarsa visibilità possono limitare l’impiego dell’elicottero: il recupero immediato non è una certezza.
La montagna italiana è un patrimonio da vivere con responsabilità. Rinunciare alla meta quando cambiano le condizioni non è una sconfitta: è la decisione che protegge gli escursionisti e riduce i rischi anche per chi deve soccorrerli.