Dal Fronte · 2026-09-28
Enrico Fermi: il 29 settembre i 125 anni dalla nascita
di La redazione
Il 29 settembre ricorrono i 125 anni dalla nascita di Enrico Fermi, venuto al mondo a Roma nel 1901. Una ricorrenza che riporta al centro un contributo italiano decisivo alla fisica del Novecento: dalle ricerche sui neutroni alla realizzazione della prima reazione nucleare a catena controllata e autosostenuta.
Nel 1938 Fermi ricevette il premio Nobel per la fisica per gli studi sulle reazioni nucleari prodotte dai neutroni e sulla radioattività indotta. Un passaggio fondamentale era arrivato nel 1934, quando il gruppo romano aveva scoperto l’efficacia dei neutroni rallentati nell’indurre reazioni in diversi elementi. Quelle ricerche aprirono una strada essenziale per lo sviluppo della fisica nucleare.
Il lavoro maturò nell’ambiente di via Panisperna, dove Fermi riunì una squadra di giovani scienziati. Quell’esperienza resta un esempio concreto di ciò che una scuola scientifica può produrre quando preparazione, collaborazione e capacità sperimentale si incontrano. Non soltanto il talento di un singolo, dunque, ma un patrimonio costruito attraverso persone, strumenti e istituzioni.
La sua vicenda impone anche di ricordare una frattura nazionale. Dopo il Nobel, Fermi si trasferì con la famiglia negli Stati Uniti. Le leggi razziali fasciste colpivano sua moglie Laura Capon, ebrea, e pesarono sulla decisione di lasciare l’Italia. Il Paese perse così uno dei suoi maggiori scienziati in una stagione cruciale.
Il 2 dicembre 1942, all’Università di Chicago, il gruppo guidato da Fermi raggiunse la prima reazione nucleare a catena controllata e autosostenuta nella pila Chicago Pile-1. Un risultato storico, alla base di sviluppi successivi tanto civili quanto militari, che richiedono di distinguere sempre la scoperta scientifica dalle sue applicazioni.
Alla vigilia dell’anniversario, il punto per l’Italia non è rivendicare soltanto un nome illustre. È riconoscere che formazione rigorosa, laboratori attrezzati e prospettive professionali credibili costituiscono una risorsa nazionale. Onorare Fermi significa custodire la memoria e mettere i ricercatori nelle condizioni di lavorare: l’autonomia tecnologica comincia anche da qui.