Dal Fronte · 2026-09-29
El Alamein 1942: il valore dei soldati italiani
di La redazione
Il valore di un soldato non si misura soltanto dalle battaglie vinte. El Alamein, in Egitto, resta uno dei luoghi in cui la storia militare italiana impone di distinguere la sconfitta sul campo dalla condotta degli uomini. Tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1942, l’offensiva dell’Ottava Armata britannica guidata da Bernard Montgomery spezzò il fronte delle forze italo-tedesche, avviandone la ritirata verso occidente.
La superiorità britannica negli uomini, nei mezzi corazzati e nella disponibilità di rifornimenti pesò sull’esito dello scontro. Per i reparti italiani, le difficoltà logistiche e la limitata motorizzazione resero particolarmente dura sia la battaglia sia il successivo ripiegamento. Questo quadro non diminuisce il valore dei combattenti: aiuta a comprenderne le condizioni reali, senza ricorrere a formule celebrative prive di riscontro.
Nel settore meridionale del fronte, i paracadutisti della divisione Folgore combatterono come fanteria, sostenendo ripetuti attacchi e impiegando anche le armi controcarro disponibili contro i mezzi britannici. La loro resistenza non rovesciò l’esito dell’offensiva, ma rimane una delle pagine più significative della battaglia. Quando giunse l’ordine di ripiegare, la mancanza di trasporti contribuì alla cattura di molti superstiti.
Il 4 novembre anche la divisione corazzata Ariete affrontò combattimenti durissimi e venne sostanzialmente distrutta come grande unità operativa. Accanto ai reparti più ricordati combatterono altri fanti, artiglieri, carristi e genieri italiani: una memoria nazionale seria non dovrebbe lasciare nell’ombra chi non è entrato nell’immaginario popolare.
Onorare questi uomini non significa assolvere le scelte del regime fascista né presentare una sconfitta come una vittoria. Significa riconoscere disciplina, coraggio e solidarietà fra commilitoni, mantenendo fermo il giudizio sulle responsabilità politiche e militari della guerra.
Il sacrario militare italiano di El Alamein custodisce questa memoria in terra egiziana. Il dovere dell’Italia è conservarla e trasmetterla con precisione: studiare i documenti, dare un nome ai caduti, distinguere i fatti dalle leggende. Il rispetto per i soldati comincia dalla verità sulla guerra che furono chiamati a combattere.