Dal Fronte · 2026-09-28

Design europeo, la riforma 2026 e la tutela del made in Italy

di La redazione

Il design non è soltanto una questione di bellezza: è un patrimonio industriale da proteggere. Al 28 settembre 2026, il calendario della riforma europea dei disegni e modelli ha superato anche il secondo passaggio applicativo, fissato al 1° luglio. Il riferimento è il regolamento UE 2024/2822, che aggiorna il sistema di tutela delle forme dei prodotti nel mercato europeo.

La prima fase si applica dal 1° maggio 2025; la seconda riguarda ulteriori disposizioni, soprattutto procedurali, relative alla registrazione e alla gestione dei diritti. Non si tratta dunque di un nuovo obbligo generalizzato di registrare ogni prodotto, ma dell’aggiornamento di uno strumento che le imprese possono utilizzare per difendere le proprie creazioni.

Una delle novità sostanziali della riforma è l’adeguamento del linguaggio giuridico all’economia digitale. La definizione di disegno o modello comprende anche movimento, transizione e altre forme di animazione delle caratteristiche estetiche. Quella di prodotto non resta confinata agli oggetti fisici: può comprendere realizzazioni in forma non materiale, come le interfacce grafiche. Restano necessari i requisiti previsti dalla normativa, tra cui novità e carattere individuale.

Per l’Italia il tema riguarda settori nei quali la riconoscibilità del prodotto è parte del valore: arredamento, illuminazione, accessori, componentistica e beni di consumo. Il marchio distingue l’origine commerciale; il disegno o modello tutela l’aspetto. Sono strumenti diversi, che possono affiancarsi senza sostituirsi automaticamente l’uno all’altro.

La conseguenza pratica è semplice: prima di presentare una nuova collezione o pubblicare immagini di un prodotto, conviene valutare la strategia di protezione. La divulgazione può incidere sulla registrabilità; eventuali periodi di grazia hanno condizioni precise e non autorizzano a trascurare tempi, documentazione e mercati di destinazione.

Occorre inoltre distinguere il regolamento sulla tutela unitaria dalla direttiva che armonizza i sistemi nazionali, per la quale il termine di recepimento è il 9 dicembre 2027. Difendere il made in Italy richiede anche questo: conoscere le regole, documentare l’originalità e trasformare la creatività in un vantaggio industriale tutelabile.

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