Dal Fronte · 2026-09-29

Culqualber 1941: il valore dei carabinieri nell’ultima difesa

di La redazione

Nel novembre 1941 la presenza militare italiana in Africa orientale era ormai prossima alla fine. Nell’area di Gondar resistevano ancora presidi isolati, privi della possibilità di ricevere rinforzi dalla madrepatria. Fra questi c’era Culqualber, un caposaldo che controllava uno degli accessi alla città. La sua difesa sarebbe diventata una delle pagine più significative della storia dei Carabinieri.

Il 1° Gruppo mobilitato Carabinieri, comandato dal maggiore Alfredo Serranti, era stato destinato al settore nell’estate. Accanto ai carabinieri combattevano altri militari italiani e reparti coloniali: una presenza che va ricordata per restituire alla battaglia tutti i suoi protagonisti. Il compito era mantenere la posizione e ostacolare l’avanzata delle forze britanniche e del Commonwealth verso Gondar.

L’assedio rese progressivamente più difficile ogni attività. Scarseggiavano viveri e acqua, mentre i bombardamenti e gli attacchi logoravano le difese. Il presidio non rimase però soltanto sulla difensiva: compì anche sortite per colpire le posizioni avversarie e procurarsi rifornimenti. In queste condizioni, disciplina e coesione dei reparti furono decisive per prolungare la resistenza.

Il 21 novembre 1941 arrivò l’assalto conclusivo. I combattimenti raggiunsero le postazioni italiane e si trasformarono in scontri ravvicinati. Serranti cadde durante la difesa. Il caposaldo fu sopraffatto; pochi giorni dopo sarebbe terminata anche la resistenza di Gondar, chiudendo la campagna dell’Africa orientale.

Per il comportamento dei carabinieri a Culqualber fu conferita alla bandiera dell’Arma la seconda Medaglia d’oro al valor militare. Anche Serranti ricevette la massima decorazione al valore, alla memoria. Sono riconoscimenti che documentano il sacrificio dei combattenti, senza bisogno di aggiungere episodi leggendari o cifre incerte.

Ricordare Culqualber significa distinguere il giudizio sulle scelte politiche e sulla guerra coloniale dal valore personale dei soldati. L’onore militare non trasforma una sconfitta in vittoria: riconosce il dovere sostenuto fino all’estremo, la fedeltà ai compagni e il coraggio sotto il fuoco. È su questa precisione, non sulla retorica, che si costruisce una memoria nazionale seria.

giovedì 22 ottobre 2026Anno II · Fondato nel MMXXIV

Opera indipendente
di pensiero, memoria e verità

Anno II · N. 10
Edizione digitale

Le sezioni del giornale10 categorie · fototeca d'archivio
Ultim'ora
In diretta

Dal Fronte

Il notiziario continuo del Risveglio: tecnologia, cultura, cucina, Italia e mondo. Nuovi dispacci ogni giorno.

Le notizie di «Dal Fronte» sono selezionate dalla redazione del Risveglio d'Italia e scritte per dovere di cronaca: riportano i fatti, senza analisi né commento. Per gli approfondimenti e le opinioni, leggi gli articoli firmati del giornale.

Carico i dispacci…