Dal Fronte · 2026-09-29

Crittografia post-quantistica: come preparare la sicurezza dei dati

di La redazione

La sicurezza digitale deve ragionare su tempi più lunghi di quelli di un aggiornamento software. Documenti industriali, informazioni sanitarie e comunicazioni riservate possono mantenere valore per decenni: proteggerli significa considerare anche le capacità di calcolo che potrebbero diventare disponibili in futuro. È questo il terreno della crittografia post-quantistica, un tema concreto per l’innovazione italiana.

Una base tecnica verificabile esiste già. Nell’agosto 2024 il National Institute of Standards and Technology statunitense, il NIST, ha pubblicato i primi tre standard definitivi di crittografia post-quantistica: FIPS 203, 204 e 205. Il primo riguarda un meccanismo per stabilire un segreto condiviso attraverso una rete pubblica; gli altri due riguardano le firme digitali, utilizzate per verificare autenticità e integrità delle informazioni.

Non sono sistemi che richiedono un computer quantistico per funzionare. Sono algoritmi eseguibili su computer tradizionali, progettati per resistere anche agli attacchi di un futuro calcolatore quantistico sufficientemente potente. La distinzione conta: non si tratta di sostituire tutti i dispositivi con macchine sperimentali, ma di aggiornare componenti matematiche, software e protocolli.

Il rischio non riguarda soltanto ciò che verrà trasmesso domani. Un aggressore può raccogliere oggi comunicazioni cifrate e conservarle nella speranza di decifrarle in seguito. Questa prospettiva rende particolarmente importante la protezione delle informazioni che devono restare segrete a lungo, dai progetti industriali ai dati sensibili dello Stato.

Per imprese e pubbliche amministrazioni italiane, il primo passo è censire dove viene utilizzata la crittografia: collegamenti di rete, certificati, applicazioni, dispositivi e servizi acquistati da fornitori esterni. Seguono la valutazione della durata della riservatezza richiesta, le verifiche di compatibilità e un calendario di migrazione. Cambiare algoritmo senza collaudi può compromettere il funzionamento dei servizi.

Non c’è una data certa da indicare per l’arrivo della minaccia quantistica su larga scala. Esiste però un lavoro preparatorio già possibile. Difendere il patrimonio tecnologico nazionale significa anche questo: adottare standard verificabili, formare competenze italiane e pretendere dai fornitori una strategia chiara di aggiornamento.

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