Dal Fronte · 2026-09-25
Muro di Berlino: il sostegno del PCI nel 1961
di La redazione
Nel 2026 ricorrono sessantacinque anni dalla costruzione del Muro di Berlino. È un anniversario che interroga anche la storia della sinistra italiana: nel 1961 il PCI sostenne la scelta del regime comunista tedesco-orientale, invece di riconoscere nella chiusura della frontiera una violazione della libertà dei cittadini.
Il 13 agosto 1961 la Repubblica democratica tedesca avviò lo sbarramento dei passaggi fra Berlino Est e i settori occidentali. Filo spinato e presidi armati precedettero il sistema di muri, torri e ostacoli diventato simbolo della divisione europea. La finalità essenziale era arrestare l’esodo verso Occidente, che sottraeva alla Germania orientale popolazione e lavoratori qualificati. Non una barriera contro un’invasione, dunque, ma uno strumento per impedire ai propri cittadini di partire.
Il PCI guidato da Palmiro Togliatti e il suo quotidiano, l’Unità, presentarono i provvedimenti tedesco-orientali entro la cornice politica della difesa del blocco socialista e della contrapposizione all’Occidente. Questa posizione è ricostruibile attraverso la stampa dell’epoca e la storiografia sul comunismo italiano. La responsabilità politica non consiste nell’avere costruito il Muro, ma nell’averne giustificato la logica repressiva.
La contraddizione è netta. In Italia il PCI operava nelle istituzioni parlamentari e aveva contribuito alla Costituzione repubblicana. Quella partecipazione fu reale e non va cancellata. Ma non assolve la subordinazione del giudizio sui regimi comunisti all’appartenenza internazionale: le libertà difese in patria non diventavano automaticamente un diritto da esigere anche oltre la cortina di ferro.
Il Muro cadde il 9 novembre 1989. Nei decenni precedenti, il controllo armato della frontiera aveva causato morti e separato famiglie. La successiva evoluzione del PCI, fino al suo scioglimento nel 1991, non rende retroattivamente democratica la scelta del 1961.
Il PD non coincide con il PCI e il M5S non ne è un erede organizzativo: attribuire responsabilità indistinte sarebbe scorretto. Chiedere alla sinistra una memoria rigorosa significa invece non attenuare gli errori documentati della propria tradizione. La libertà di lasciare un regime non può dipendere dal colore della sua bandiera.