Dal Fronte · 2026-09-28
Batterie sostituibili: le regole UE dal 18 febbraio 2027
di La redazione
La prossima scadenza europea per chi progetta e vende prodotti con batterie incorporate è il 18 febbraio 2027. A fissarla è il regolamento UE 2023/1542: da quella data saranno applicabili le disposizioni dell’articolo 11 sulla rimovibilità e sostituibilità. Al 28 settembre 2026, è dunque un appuntamento concreto nel calendario industriale, non una proposta ancora da negoziare.
La regola generale riguarda le batterie portatili incorporate nei prodotti: chi li immette sul mercato deve assicurare che possano essere rimosse e sostituite dall’utilizzatore finale durante la vita del prodotto. Il testo disciplina anche le batterie dei mezzi di trasporto leggeri, per le quali individua invece il professionista indipendente come soggetto incaricato della rimozione e sostituzione.
La distinzione è importante. Non significa che ogni batteria, in qualsiasi apparecchio, dovrà essere estraibile a mano. Per le batterie portatili, il regolamento considera gli utensili disponibili in commercio e pone limiti al ricorso ad attrezzi proprietari, calore e solventi per lo smontaggio. Prevede inoltre deroghe per determinate categorie e condizioni d’impiego. Prima di riprogettare un prodotto, occorre quindi verificare esattamente quali disposizioni si applichino.
Un altro punto riguarda i ricambi. Le batterie interessate devono essere disponibili per almeno cinque anni dopo l’immissione sul mercato dell’ultima unità del modello, a un prezzo ragionevole e non discriminatorio per utilizzatori finali e professionisti indipendenti. Il software non deve impedire la sostituzione con una batteria compatibile. Sono inoltre previste istruzioni e informazioni sulla rimozione e sulla sostituzione in sicurezza.
Per le imprese italiane coinvolte, la preparazione richiede un lavoro che unisce progettazione, fornitori, documentazione e assistenza. Per gli acquirenti, l’obiettivo è evitare che una batteria deteriorata renda inutilizzabile un prodotto ancora funzionante.
La partita industriale va affrontata senza slogan: regole comprensibili, controlli efficaci anche sui prodotti importati e spazio alla qualità delle lavorazioni italiane. Riparabilità e ricambi possono diventare un vantaggio competitivo, purché gli obblighi valgano realmente per tutti.