Dal Fronte · 2026-09-28
Bainsizza 1917: la vittoria italiana sull’altopiano
di La redazione
La Bainsizza fu una vittoria italiana, anche se non quella decisiva che il comando supremo cercava. Nell’agosto 1917, durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo, la Seconda Armata guidata da Luigi Capello attraversò il fiume e conquistò gran parte dell’altopiano, oggi in Slovenia. Fu uno dei maggiori avanzamenti territoriali ottenuti dall’Italia sul fronte isontino prima di Caporetto.
L’obiettivo dell’offensiva era mettere in crisi il sistema difensivo austro-ungarico. La Bainsizza costituiva un settore importante di quel dispositivo: un territorio carsico, accidentato, nel quale le posizioni fortificate sfruttavano le caratteristiche del terreno. Per attaccarlo non bastava raggiungere la sponda opposta dell’Isonzo. Occorreva far passare uomini, armi e rifornimenti sotto la minaccia del fuoco avversario.
Il lavoro del genio, la preparazione dell’artiglieria e l’azione delle fanterie permisero di superare l’ostacolo. L’avanzata italiana costrinse gli austro-ungarici ad arretrare su una parte consistente dell’altopiano. In una guerra dominata da trincee e assalti spesso conclusi con guadagni minimi, quel risultato ebbe un peso militare reale: il difensore aveva dovuto cedere terreno e riorganizzare il proprio schieramento.
Il successo, tuttavia, incontrò limiti precisi. Portare avanti l’artiglieria, garantire acqua e munizioni, mantenere i collegamenti su un terreno povero di strade diventava più difficile man mano che le truppe avanzavano. La resistenza nemica non venne spezzata definitivamente. Il vicino Monte San Gabriele rimase in mano austro-ungarica, nonostante durissimi combattimenti.
Per questo la conquista della Bainsizza va distinta dall’esito complessivo dell’offensiva: gli italiani ottennero una vittoria territoriale e tattica importante, ma non lo sfondamento strategico capace di decidere la campagna. Le perdite furono pesanti per entrambi gli eserciti.
Ricordare questa battaglia significa riconoscere insieme il valore dei soldati e la durezza delle condizioni in cui combatterono. La successiva disfatta di Caporetto non cancella quanto venne conquistato sulla Bainsizza; allo stesso modo, quel successo non deve nascondere i limiti dell’offensiva. La storia militare italiana merita memoria precisa: il coraggio acquista maggiore rilievo quando viene raccontato attraverso i fatti, senza trasformare ogni vittoria in una leggenda.