Dal Fronte · 2026-09-29

Autostrada del Sole, il 4 ottobre 62 anni dall’inaugurazione

di La redazione

Il 4 ottobre saranno trascorsi 62 anni dall’inaugurazione dell’Autostrada del Sole, avvenuta nel 1964 alla presenza del presidente del Consiglio Aldo Moro. Il collegamento Milano-Napoli divenne uno dei simboli della modernizzazione italiana: non soltanto una strada, ma un’infrastruttura capace di modificare i rapporti tra territori, imprese e mercati.

I lavori erano cominciati nel 1956. La realizzazione richiese ponti, viadotti e gallerie, con una sfida particolarmente impegnativa nell’attraversamento dell’Appennino. L’opera mise insieme progettazione, ingegneria e lavoro di cantiere in un Paese che stava trasformando la propria economia e nel quale l’automobile entrava progressivamente nella vita delle famiglie.

La nuova arteria rese più rapidi gli spostamenti lungo la penisola e rafforzò i collegamenti tra importanti aree produttive. Favorì il trasporto delle merci, i viaggi per lavoro e il turismo interno. Il suo significato nazionale fu anche questo: rendere meno distanti città e comunità che la geografia e la lentezza dei collegamenti avevano a lungo tenuto separate.

L’A1 di oggi non coincide in ogni tratto con quella inaugurata allora. Nel tempo il collegamento è stato ampliato e aggiornato; la Variante di Valico, aperta nel 2015, rappresenta uno degli interventi più rilevanti sul collegamento appenninico tra Bologna e Firenze. È un promemoria concreto: una grande infrastruttura non è mai un’opera conclusa una volta per tutte, ma un patrimonio da adeguare alle esigenze del Paese.

L’anniversario offre quindi un criterio utile anche per il presente. Costruire conta, ma contano altrettanto ispezioni, manutenzione, sicurezza dei cantieri e continuità della circolazione. Per un’impresa, l’affidabilità dei trasporti incide sulla puntualità delle consegne; per una famiglia, significa poter viaggiare in condizioni sicure.

Ricordare l’Autostrada del Sole non richiede nostalgia. Richiede di riconoscere una capacità italiana e di misurare le scelte attuali su risultati concreti: opere utili, tempi credibili, qualità tecnica e cura di ciò che esiste. L’unità del Paese passa anche dalla possibilità di attraversarlo.

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